Nella seduta odierna il mercato obbligazionario europeo sembra lasciare per un momento da parte i timori legati all’inflazione prestando maggiore attenzione al sostegno offerto dagli Istituti Centrali, destinato a protrarsi nel tempo. Il tasso di finanziamento del Bund tedesco scende a -0,34%, mentre il differenziale Btp/Bund oscilla intorno ai 105 bp.
Secondo H. Siemssen e C. Rieger i rendimenti stanno approfittando della politica colomba delle banche centrali, sfidando i dati inflazionistici: ne è un esempio lampante il rally del Treasury, dopo le dichiarazioni accomodanti del presidente Fed Powell.
Per quanto concerne il piano di revisione Bce, PGIM FIxed Income ritiene che si dovrà passare dalle parole ai fatti, evidenziando la necessità di azioni politiche forti e persistenti da parte dell’Istituto Centrale per poter conferire credibilità alla nuova strategia attuata. Per questo motivo il gestore patrimoniale si attende un notevole incremento di passo per l’acquisto mensile di asset nel programma del Qe ordinario, che potrebbe raddoppiare o addirittura quadruplicare rispetto al ritmo attuale qualora vi fosse un tapering in ambito Pepp.
Nella prossima riunione Bce i temi caldi saranno verosimilmente il nuovo obiettivo di inflazione simmetrico del 2% e l’aumento dei prezzi. La necessità di una comunicazione efficace della strategia induce NordLB a sostenere che la forward guidance sarà al centro della conferenza del 22 luglio cui – secondo A. Annenkov di Societe Generale – potrebbero essere apportate accomodanti modifiche per dimostrare la necessità di persistenza. La banca tedesca ritiene inoltre prematuro ogni trasferimento delle funzionalità del Pepp – in scadenza a marzo 2022 – nel programma del Qe ordinario.