Differenziale Btp/Bund poco mosso durante la seduta odierna stabilizzandosi a ridosso dei 230 punti base. In vista delle elezioni del 25 settembre, il differenziale dovrebbe rimanere nel range tra i 200 e i 250 punti, dal momento che tale stima tiene conto sia del quadro politico nazionale, sia dei maxi-aumenti che coinvolgono la Banca Centrale Europea. Lo spread a differenza di quanto gli esperti avessero previsto dopo le dimissioni del premier Draghi, è stato colpito da una volatilità notevolmente attenuata, anche grazie all’implementazione da parte dell’Istituto di Francoforte dello strumento anti-frammentazione, chiamato TPI. Gli analisti di Citi rimangono vigili sull’andamento del differenziale, in quanto non è salito in modo convincente sopra i 240 punti base da giugno, avendo in gran parte ignorato i rischi elettorali, che attualmente indicano la coalizione del centro-destra vicina a una maggioranza dei due terzi, il che aprirebbe la porta a modifiche della Costituzione senza un referendum. Un ulteriore argomento a favore dell’allargamento dello spread delle obbligazioni italiane sopra i 250 punti base, è l’attenzione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea per l’inasprimento quantitativo del programma di acquisto di asset, avverte Aman Bansal, strategist di Citi. Il Governo Italiano, d’altro canto in risposta all’intensificarsi del rischio di recessione causato dalla crisi energetica in corso, sta pianificando un ulteriore sostegno all’economia. Tali programmi tecnicamente non dovrebbero influenzare l’obiettivo di riduzione del livello del deficit durante quest’anno, ma vi è una forte incertezza a partire dal prossimo anno