L’Italia si avvicina all’appuntamento elettorale di domenica 25 settembre con uno spread relativamente stabile a quota 231 pb. Il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi non ha avuto incrementi significativi perché, come afferma Yves Ceelen, Head of Portfolio Management di Dpam, il mercato sembrerebbe aver già prezzato quasi del tutto le prossime elezioni politiche italiane sulla base della vittoria di una coalizione di centrodestra. Il risultato quindi non sarebbe l’elemento più interessante, ciò che cattura invece l’attenzione degli investitori e operatori economici, continua Ceelen, riguarda le rinegoziazioni del Recovery Fund. È evidente come chiedere rinegoziazioni, in modo da ottenere vantaggi per i propri cittadini, presupponga qualcosa in cambio nei confronti dell’Europa che appare più debole dopo l’uscita di scena di Draghi e con Macron che ha perso forza rispetto agli anni passati. Anche per gli strategist di Barclays il posizionamento degli investitori sulle obbligazioni periferiche dell'Eurozona sembra essere ampiamente bilanciato in vista delle elezioni italiane di domenica, senza posizioni a lungo o breve termine degne di nota, per cui un risultato a sorpresa potrebbe potenzialmente provocare movimenti significativi degli spread. "Vediamo il potenziale per un modesto allargamento dello spread italiano se la coalizione di centro-destra ottiene una supermaggioranza, o se si forma un nuovo governo di destra senza il partito Forza Italia, relativamente centrista", affermano da Barclays. L'improbabile scenario di un governo di centro-sinistra catalizzerebbe invece un notevole restringimento dello spread Btp/Bund, aggiungono gli strategist.