Clemens Reuter, Head of ETF & Passive Investment Specialists di UBS AM, traccia a Milano Finanza le linee guida dell’industria Etf per i mesi e gli anni a venire. A partire dal fatto che l'ultima tendenza osservabile nel contesto europeo è il sostanziale aumento dell'utilizzo degli Etf obbligazionari. Questi ultimi hanno infatti raccolto 42 miliardi di dollari, cioè l'86% della raccolta netta totale degli Etf dall’inizio dell’anno. Ad attirare masse significative sono soprattutto gli Etf core e i nuovi prodotti a reddito fisso innovativi. Trasversalmente tra le varie asset class, il trend più importante è l'aumento degli investimenti sostenibili, in termini di crescita degli asset. Come conseguenza di questa crescente domanda, gli emittenti di Etf hanno notevolmente ampliato la gamma di soluzioni sostenibili. L'investimento in Etf, iniziato storicamente su esposizioni di mercato ampie, si è così evoluto per offrire soluzioni granulari che consentono agli investitori di accedere a tutti i vari segmenti del mercato (es. smart beta o ESG) e di diverse asset class (come i mercati emergenti o le banche di sviluppo per gli investimenti a impatto). Tutte queste tendenze, combinate con uno spostamento generale verso gli investimenti passivi, stanno contribuendo ad una crescita complessiva del mercato europeo degli Etf del 18% annuo negli ultimi dieci anni, con un totale di patrimonio pari a 834 miliardi di dollari. Il tema ESG è predominante. Per Reuter l'investimento ESG è un requisito imprescindibile piuttosto che un semplice ornamento. La dimensione complessiva degli Etf ESG si attesta intorno ai 24 miliardi di dollari e mostra una crescita impressionante, con un tasso annuo composto di crescita del 77% circa negli ultimi 5 anni. Questo dato è ancora più sorprendente se si considera che non esiste ancora un chiaro insieme standardizzato di criteri che definiscano le regole d’oro degli investimenti ESG. Mentre alcuni concetti - come l'esclusione dei produttori di armi e tabacco o l'adesione agli Obiettivi del Global Compact delle Nazioni Unite - sono ampiamente riconosciuti, non ci sono regole rigorose che definiscono i requisiti minimi che un prodotto d’investimento deve soddisfare per essere etichettato come sostenibile. La definizione di “un campo di gioco” comune potrebbe essere più vantaggiosa per gli investitori. UBS ha iniziato il suo viaggio nell’universo sostenibile degli Etf nel 2011 e ora la gamma di UBS ETF offre "diverse tonalità di verde sostenibile": alcuni fondi utilizzano uno screening soft che esclude solo le attività controverse e le società più indietro in ambito ESG, mentre altri strumenti hanno un approccio più approfondito, che seleziona solo le società con rating elevato ed esclude un elenco più ampio di attività controverse. Ci attendiamo che gli investimenti sostenibili diventino un nuovo core per molti portafogli. Per quanto riguarda le dinamiche di mercato e le scelte di investimento, Reuter segnala che il pensiero comune è che ci si trovi in una fase matura del ciclo economico. Ciò, oltre all'incertezza sulle tensioni commerciali e sulla politica monetaria della BCE, così come i rischi Paese idiosincratici (ad esempio: rischio di Brexit, rischio Argentina), rendono gli investitori piuttosto cauti. Nell'ambito del reddito fisso, gli Etf vanno da esposizioni più difensive, come le obbligazioni ad alta qualità, a esposizioni che offrono un miglioramento del rendimento, come le obbligazioni dei mercati emergenti. Nel comparto azionario, esistono Etf che investono in mercati ampi così come soluzioni smart beta che possono essere strategicamente ruotate su più cicli economici o per ridurre il rischio di volatilità. Gli investitori possono anche optare per asset class con copertura valutaria per mitigare l'impatto delle fluttuazioni dei tassi di cambio. In merito ai b onmd, un universo a reddito fisso in cui il 26% delle obbligazioni globali ha un rendimento negativo rappresenta un contesto molto difficile per gli investimenti obbligazionari tradizionali. Per questo motivo, i clienti con una maggiore propensione al rischio hanno iniziato a cercare strategie innovative che potrebbero potenzialmente migliorare il rendimento dei loro portafogli. In particolare, molti hanno spostato la loro attenzione verso il debito dei mercati emergenti. Una delle ultime novità di UBS, particolarmente apprezzata da una clientela più avversa al rischio, è il lancio di un Etf sul debito in valuta forte dei mercati emergenti che contiene solo componenti investment grade e che aggiunge un filtro ESG all'indice sottostante. Tale esposizione è adatta agli investitori più preoccupati per i rischi di credito e per i rischi ESG e ha già dimostrato la sua efficacia lo scorso agosto durante la crisi argentina. Un'ulteriore innovazione, più adatta agli investitori che cercano di migliorare il rendimento piuttosto che di limitare il rischio, è uno strumento che investe nel debito sovrano in valuta locale con unulteriore overlay valutario. (riproduzione riservata)