l Ftse Mib chiude a 42.641 punti, in calo dello 0,03%, al termine di una seduta nel complesso debole. Tra le blue chip spiccano Saipem e Leonardo, che terminano le contrattazioni in rialzo di circa il 3,2%, e Tim (+2,3%). In calo alcuni titoli industriali come Buzzi (-1,1%) e Tenaris (-1%) e le banche (Popolare di Sondrio -1,3%). Lo spread Btp/Bund sale a 82 punti.
Anche le altre borse europee chiudono deboli, con l’eccezione di Londra che guadagna lo 0,2%. Oltre Oceano i listini statunitensi viaggiano deboli in attesa del vertice sull’Ucraina e dell’intervento del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, alla convention annuale di Jackson Hole.
Il trend primario rimane positivo (i principali indicatori direzionali si trovano ancora in posizione long) anche se il forte ipercomprato di breve termine può impedire un ulteriore allungo e innescare una fisiologica fase laterale di consolidamento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sotto i 41.500 punti potrebbe fornire un segnale negativo e innescare una correzione di una certa consistenza. (riproduzione riservata)