In attesa che si concretizzi la nascita del nuovo governo, il differenziale tra il decennale italiano e tedesco rimane abbastanza stabile a quota 230 punti base. Lo spread non ha subito forti variazioni al rialzo grazie anche all’annuncio di Moody’s di rimandare in primavera eventuali cambi del rating o dell’outlook sull’Italia. Il giudizio è rimasto Baa3, ovvero un solo gradino al di sopra del livello “spazzatura” (junk), mentre l’outlook era già stato variato da stabile a negativo il 5 agosto. Il contesto in cui opererà il nuovo governo imporrà margini di manovra ristretti sul fronte della politica economica e fiscale a seguito dei vincoli istituzionali, le forti pressioni del mercato e il problema dell’elevato debito pubblico. Il debito pubblico italiano, in base ad una recente comunicazione della Banca d’Italia, ha segnato un record negativo che lo attesta, nella rilevazione di luglio 2022 pari a 2770 miliardi di euro. Sul tema si è espresso Giacomo Calef, Country manager di NS Partners: “è importante ricordare che l'enorme debito pubblico italiano non potrà permettersi rialzi troppo sostenuti dei rendimenti perché potrebbero mettere in difficoltà i conti dello Stato, lasciando poco spazio a politiche di sostegno per imprese e famiglie attanagliate dal caro energia". L’esperto ha poi puntualizzato che la situazione sia ancora sostenibile in quanto, data la vita media del debito pubblico italiano pari a 7 anni, prima che un innalzamento dei tassi abbia un impatto significativo sul debito sarà necessario del tempo.