Lo spread Btp/Bund è in allargamento di 9,2 punti base a 240,11 pb, mentre i rendimenti dell’obbligazionario dell’Eurozona tornano a crescere. L’agenzia di rating Moody’s resta concentrata su Roma: gli analisti affermano che la valutazione del merito creditizio dell’Italia bilancia le grandi dimensioni dell’economia, l’elevata ricchezza delle famiglie, il basso indebitamento del settore privato e la diversificazione economica con il debole potenziale di crescita e gli elevati livelli di debito pubblico. Il contesto in cui opera e dovrà operare il Paese sono difficili, in particolare, le condizioni di finanziamento più rigide, la corsa dell’inflazione, l’incertezza derivante dalle forniture energetiche dalla Russia e il contesto politico stanno pesando sulle prospettive di crescita e sulle dinamiche del debito pubblico italiano, avvertono gli analisti. Attualmente Moody’s ha un rating Baa3 con outlook negativo sull’Italia, ad un passo dal cosiddetto rating “junk”. Un eventuale downgrade comporterebbe gravi danni per il debito italiano che finirebbe nell’area “non investment grade” chiudendo la possibilità di acquistare titoli italiani per molti investitori istituzionali. L’agenzia di rating ha spiegato che si potrebbe procedere al downgrade nel caso in cui non dovesse esserci l’attuazione delle riforme a sostegno della crescita, comprese quelle indicate nel Pnrr del Paese. Altri elementi in grado di influire negativamente sul rating, affermano gli analisti, potrebbero essere politiche economiche e/o fiscali tali da indebolire il sentiment del mercato e aumentare i livelli di debito nel medio termine.