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Meno Italia nel portafoglio dei gestori in attesa delle prime mosse di Conte

Meno Italia nel portafoglio dei gestori in attesa delle prime mosse di Conte

di Roberta Castellarin
06 giugno 2018, 12:15

Milano Finanza Intelligence Unit

NN Investment Partners sottopesa l'azionario italiano a beneficio delle azioni tedesche. Mentre per quanto riguarda i bond, secondo Amundi, è troppo presto per accumulare posizioni, ma va monitorata la situazione per individuare un possibile momento di ingresso

L'Italia è tornata sotto i riflettori. D'altronde secondo Joseph Amato, president e chief investment officer di Neuberger Berman. Sotto molti aspetti, l'Italia rappresenta il massimo punto di stress per l'eurozona e per il suo futuro politico ed economico. Come questa difficile situazione di crescita lenta, divisione politica e forte indebitamento verrà risolta rappresenterà nel lungo termine la discriminante del successo dell'eurozona che, non dimentichiamolo, è l’economia più grande del mondo. Dobbiamo tutti prestare la massima attenzione". Intanto da parte di diverse case di gestione emerge un approccio prudente verso azioni e obbligazioni italiane.

"Abbiamo adottato posizioni underweight sull'azionario italiano a beneficio delle azioni tedesche", ha affermato Patrick Moonen, principal strategist multi asset di NN Investment Partners. Moonen ricorda che la politica italiana sta dominando la direzione del mercato con più vigore di quanto abbia fatto negli ultimi anni. Gli eventi della scorsa settimana hanno messo in luce le preoccupazioni sulla sostenibilità dell’Unione monetaria europea. "L’Italia ha sempre avuto problemi di instabilità politica, di riforme strutturali e di elevati oneri di debito, ma solo quando gli sviluppi inizieranno a far aumentare le probabilità di un crollo dell'area euro nei prossimi 12-18 mesi, i mercati inizieranno davvero a preoccuparsi", aggiunge Moonen.

L'esperto di NN Ip ricorda che i risultati delle elezioni di marzo, le misure proposte dai nuovi partner della coalizione e la crisi politica della scorsa settimana suggeriscono che il nuovo governo non investirà probabilmente molto capitale politico in riforme e crescita. "L'agenda del governo genera ovviamente preoccupazioni per Bruxelles e per gli investitori. Una combinazione di maggior spesa e di tagli alle imposte minaccia di porre fine alla prudenza fiscale dei governi precedenti, trasformando il surplus primario dell’Italia in un deficit", dice Moonen.

Non sorprende dunque che le azioni e le obbligazioni italiane siano state sotto pressione. Secondo Moonen la buona notizia relativa all’Italia può essere che anche un governo populista comporta un rischio minore di disgregazione futura della zona euro rispetto agli esiti altamente incerti di eventuali elezioni anticipate, che avrebbero potuto portare a un sentiment ancor più contrario all'establishment e a una minor tolleranza nei confronti della partecipazione all'Eurozona.

Il principale punto di disaccordo in Italia riguarda le prospettive della politica fiscale. Secondo Moonen il maggior problema del Paese è un basso tasso di crescita potenziale, dovuto a una crescita bassa della produttività sottostante. Per raggiungere una traiettoria di crescita più alta, l'Italia ha bisogno di riforme strutturali che riducano il suo rapporto debito/pil, ora al 132%. "Gli alti livelli di debito pubblico possono richiedere austerità fiscale, che non è ciò che M5S e Lega hanno in mente. La piena attuazione del loro programma (miliardi di euro di tagli delle tasse, ulteriori spese per il welfare dei meno abbienti e un ridimensionamento delle riforme pensionistiche) spingerebbe facilmente il rapporto debito/pil verso la soglia del 5-6% in violazione delle norme europee", aggiunge Moonen.

L'esperto ricorda che dall'inizio di maggio gli investitori erano stati molto soddisfatti. "Non stavano scontando a sufficienza il rischio di un governo populista e si stavano concentrando invece sul miglioramento dei fondamentali economici e societari. Di conseguenza, gli investitori hanno incrementato le loro posizioni su azioni italiane, sostenuti da una forte crescita degli utili e da consistenti sconti nelle valutazioni. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il mercato azionario italiano è sensibile ai cambiamenti degli spread dei titoli di stato. Considerato tutto questo, abbiamo adottato posizioni underweight sull’azionario italiano a beneficio delle azioni tedesche", conclude appunto Moonen.

Mentre Amundi ha dedicato un approfondimento sulla situazione italiana a cura di Eric Brard, Head of Fixed Income e Annalisa Usardi, Cfa senior economist. Amundi nella nota ricorda che l'attuale scenario macro dell'Italia è molto più positivo di quello che ha caratterizzato il periodo della crisi del debito sovrano dell’area euro del 2011.

"Nel primo trimestre del 2018 l'Italia risultava in espansione per 15 trimestri di fila. Nel complesso, continuiamo a ritenere che i fondamentali economici restino positivi, ma riconosciamo che la situazione attuale potrebbe incidere in modo significativo sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Nel complesso, questa è la cosa fondamentale da tenere sotto osservazione per identificare i primi segnali sulla probabile evoluzione dell'attività economica", si legge nel report.

D'altronde Amundi ricorda che da un punto di vista finanziario, il principale problema dell'Italia rimane l'alto livello di indebitamento, sebbene l'elevata scadenza media (6,8 anni) in qualche modo protegge da una rapida trasmissione di tassi di interesse più alti nelle dinamiche del debito. Il debito del settore privato è uno dei più bassi dell'Eurozona. "La vulnerabilità finanziaria delle famiglie e delle imprese dovrebbe rimanere limitata anche in caso di un aumento dei tassi di interesse. La solidità del sistema bancario italiano è aumentata. La quota di debiti deteriorati (Npl) nei bilanci delle banche sta diminuendo progressivamente, in particolare per le banche che hanno effettuato cessioni su larga scala", precisa Amundi.

Le implicazioni per il mercato obbligazionario? "Andando avanti, il livello della volatilità continuerà a essere influenzato dal flusso di notizie e rimarrà probabilmente alto finché alcune questioni chiave, specialmente in termini di bilancio fiscale, diventeranno più chiare. Ci aspettiamo che la Bce si attenga al suo mandato e al processo decisionale annunciato. Il nostro scenario centrale è una progressiva riduzione degli acquisti di attività finanziarie per la fine di dicembre 2018". La conclusione di Amundi è "Per il momento, preferiamo mantenere un approccio cauto e molto flessibile (in termini di duration ed esposizione al rischio) poiché le condizioni possono evolvere rapidamente. È troppo presto per accumulare posizioni, ma cercheremo chiaramente il momento giusto nel corso dell'estate per entrare nel mercato".



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