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M&G, la recessione sarà a forma di T

M&G, la recessione sarà a forma di T

di Marco Vignali
18 novembre 2020, 18:10

Milano Finanza Intelligence Unit

Secondo i money manager, l’efficienza del settore pubblico è stata decisiva nell’attenuare l’impatto economico del virus. E' inoltre improbabile che i Governi e le Banche centrali cerchino di inasprire le condizioni finanziarie nel 2021. Probabile boom economico a breve termine

La recessione a cui si è assistito in concomitanza all’esplodere della pandemia di Covid-19 può essere ricondotta senza alcun dubbio alle politiche dei Governi globali, volte chiaramente a proteggere la popolazione dalla furia del virus. A causa delle chiusure generalizzate, la crescita mondiale ha sofferto drammaticamente, mostrando tuttavia un comportamento ben diverso rispetto alle recessioni precedenti.

Quali sono le implicazioni permanenti di questa situazione, con uno sguardo alle prospettive del 2021? Secondo M&G Investments, “questa recessione nasce essenzialmente dalla crisi del terziario: se si mette a confronto il dato sul crollo dei servizi rispetto all’andamento della produzione industriale, è evidente quanto sia unica la sua natura”.

Nulla di cui sorprendersi secondo M&G, dato che alla base dei consumi di servizi vi è l’interazione umana, che al momento viene alquanto scoraggiata. “Sui testi di economia, si parlerebbe di recessione causata dalle barriere commerciali: gli scambi commerciali legati al settore terziario sono vietati o disincentivati e questa barriera commerciale è all’origine della recessione. La portata e l’unicità di questa decelerazione è evidente nel dato sul Pil statunitense: c’è stato un crollo record e ora si assiste all’inizio di un rimbalzo record”. 

Fortunatamente, in tutto il mondo la risposta dei governi a questa recessione si è rivelata straordinaria, e vi è stato un enorme trasferimento di ricchezza dal settore pubblico a quello privato. Questi due fattori rendono questa recessione molto diversa dalle precedenti. “L’efficienza del settore pubblico”, si legge nel report di M&G Investments, “nell’attenuare l’impatto economico della politica di contrasto al virus è stato notevole. Anche l’analisi della Fed sulla situazione economica è risultata più ottimista rispetto a quanto avvenuto per le precedenti recessioni. La frequenza relativa di termini negativi utilizzati nei rapporti della Fed risulta nettamente inferiore a quella delle precedenti recessioni”.

Tuttavia, il crollo del Pil a cui si è assistito quest’anno è stato eccezionale. “Solo per la sua entità, dovremmo forse parlare di depressione piuttosto che di recessione”, sottolineano da M&G, dato che “per depressione, si intende generalmente un calo del Pil di almeno il 10% in 2 anni. Quest’anno il Pil ha già subìto una riduzione di oltre il 10% su base annua, e ragionando su un orizzonte temporale più lungo, ci dovremmo chiedere se effettivamente non si stia entrando in una depressione a tutti gli effetti”.

Per M&G, le probabilità che si manifesti una depressione sono semplici da determinare: si tratta di una conseguenza della riduzione dell’intervento pubblico nel settore dei servizi. Le tempistiche di questa depressione dipenderanno probabilmente dalla disponibilità del vaccino, dalla situazione negli ospedali, dagli effetti stagionali e dalla forza del virus. A questo punto, sembra lecito chiedersi che tipo di economia sarà quella che verrà dopo la pandemia.

“Crediamo sia ragionevole pensare che l’economia si espanderà rapidamente non appena sarà possibile tornare a dedicarci alle attività attualmente non concesse. A differenza delle precedenti recessioni, le ripercussioni sulla situazione economica del consumatore medio non sono così gravi come ci si potrebbe aspettare. Infatti, in alcuni casi questa è persino migliorata grazie al sostegno al reddito offerto dal governo”, si legge nel report di M&G.

Con l’ingresso nel 2021, non solo i dati sul pil dovrebbero riprendersi dopo il crollo del 2020, ma auspicabilmente i governi rimuoveranno le barriere commerciali imposte quest’anno. Inoltre, considerando gli esorbitanti oneri del debito e la bassa propensione all’austerità, sembra improbabile per gli analisti del gruppo che i Governi e le Banche centrali cerchino di inasprire le condizioni finanziarie, o che si preoccupino, come accaduto in passato, di tenere sotto controllo deficit di bilancio e inflazione.

“Questo contesto, accompagnato da un settore privato sorprendentemente solido, che dispone di risparmi ingenti e desidera spendere, sfocerà in quello che si profila come un boom economico nel breve termine. Per questo, una depressione è improbabile. Sarà interessante vedere se il pil reale effettivo tornerà al livello pre-recessione. Pensiamo che possa accadere nei primi sei mesi dopo gli eventuali cambiamenti di politica pubblica. L’eccesso di risparmio, la ritrovata libertà del consumatore e l’atteggiamento dei governi, che non avranno fretta di imporre l’austerità, sono tutti elementi che preludono a elevati livelli di crescita e consumi da record. Negli ultimi anni è emerso il desiderio di sradicare l’economia ciclica, caratterizzata dall’alternanza di fasi espansive e recessive. Questa volta, speriamo di trovarci nella fase ciclica di passaggio dalla crisi all’espansione, con una recessione a T”, concludono gli strategist del team di M&G Investments.



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