I rendimenti dei titoli di Stato della zona euro continuano a salire, con quello del Btp che supera la soglia del 4,5% in allargamento di 18 punti base e il rendimento del Bund in aumento di 11 pb al 2,19%. I rischi inflazionistici contro cui le Banche centrali si devono battere restano un driver fondamentale per il segmento obbligazionario. In riferimento alle previsioni sul rendimento del decennale tedesco, gli strategist di Société Générale hanno alzato le loro previsioni a quota 2,8% all’inizio del 2023, sulla scia di un’inflazione vischiosa. Gli esperti hanno affermato che “l’inflazione vischiosa suggerisce tassi della Bce più alti più a lungo”, stimando che il rendimento del Bund terminerà il 2022 intorno al 2,5% per poi aumentare gradualmente al 2,8% nel primo trimestre del 2023. Market mover della giornata è senza dubbio il dato relativo al mercato del lavoro americano. Dal rapporto si evince come ci sia stato un rallentamento del tasso di crescita dell’occupazione negli Stati Uniti: a settembre i nuovi posti di lavoro creati sono pari a 263000 che, anche se inferiori alle attese, sono ancora su livelli sostenuti. Il tasso di disoccupazione, anch’esso inferiore alle attese, è sceso al 3,5% dal 3,7% di agosto. I mercati, paradossalmente, oggi recepiscono positivamente le notizie negative per l’economia, poiché lascerebbero intendere strette meno aggressive da parte delle Banche centrali. Per questo motivo, data la non criticità dei dati sul mercato del lavoro statunitense, sembra essere più probabile un proseguimento della stretta monetaria da parte della Fed.