L’azionario cinese non è stato un buon investimento nell’ultimo anno, ma per l’investitore paziente le opportunità ai prezzi attuali non mancano. Ne è convinta KraneShares, attraverso la voce di Paolo Iurcotta, Head of Italy della società, che traccia a Milano Finanza un quadro sintetico anche sull’industria italiana dei prodotti indicizzati. L’industria degli Etf in Europa è in continua crescita, cosa che evidenzia l’interesse degli investitori istituzionali e retail, con le masse complessive cresciute fino a 1300 miliardi di euro; con crescita positiva di 52 miliardi anche in un anno difficile come il 2022, al contrario dei fondi attivi che stanno invece sperimentando riscatti significativi. Se i grossi player possono avere vantaggi come le economie di scala, gli operatori iper-specializzati e altamente focalizzati in determinate aree hanno capacità, competenze, focus, e spesso anche un’agilità di manovra, che li differenziano e permettono loro di emergere. Ma perché una realtà di nicchia riesca ad affermarsi servono alcuni elementi, specifica Iurcotta, a partire dalle competenze. KraneShares punta a essere un riferimento per gli investitori occidentali desiderosi di accedere alle opportunità che la Cina offre, distinguendosi per la profonda conoscenza del tessuto economico e sociale cinese in quanto nella società è attivo un team di esperti (tra cui l’ex ambasciatore Usa a Singapore) tra i più specializzati sul mercato. Viene quindi data agli investitori globali una prospettiva locale e una visione privilegiata dell'economia, delle aziende e dei mercati dei capitali cinesi, un vantaggio competitivo che si riflette anche nei prodotti proposti. Un primo elemento positivo dopo 1 anno di attività di KraneShares sul mercato italiano è offerto dal consolidamento dell’offerta, in un anno a dir poco difficile per i mercati e gli investitori che guardano a oriente. L’attuale offerta contempla 6 Etf quotati su Borsa Italiana che permettono di prendere posizione sui settori strategici per Pechino: internet, la tecnologia, l’healthcare, l’ambiente, la smart mobility e la green economy, e in futuro verranno quotati altri prodotti già listati con successo all’estero. Per quanto riguarda i dati e le tendenze del mercato, KraneShares segnala che la conclusione del 20° Congresso del Partito, che ha confermato Xi Jinping alla guida del paese, permetterà al Politburo di concentrarsi sulle manovre necessarie a rivitalizzare la crescita. Durante il congresso sono emersi gli obiettivi di sviluppo per i prossimi anni: da qui al 2035 portare la Cina a diventare un paese sviluppato dal reddito pro-capite medio-alto; poi dal 2035 al 2050 trasformarla in un paese leader a livello globale per economia, scienza, cultura e tecnologia. I prossimi 5 anni saranno fondamentali per questi obiettivi. Ci si può aspettare l’implementazione di manovre a sostegno della crescita, in particolare della domanda interna e dei settori cruciali: tecnologia, rivoluzione energetica, infrastrutture green e healthcare. Alcuni temi che hanno pesato soprattutto sull’interesse degli investitori occidentali, come il rischio di delisting degli Adr cinesi quotati a New York e la stretta regolamentare, siano orai prossimi a una soluzione, come indicano alcuni segnali degli stessi regulator. Iurcotta conclude segnalando che il mercato sta attualmente scontando in modo negativo molti dei rischi potenziali, con valutazioni decisamente compresse che inglobano un interessante rapporto rendimento/rischio. D’altronde, ad esempio, il P/e dell’indice Csi300 è oggi prossimo a 13, rispetto ad un valore vicino a 18 per l’S&P500. (riproduzione riservata)