Dopo un avvio prudente, il Ftse Mib accelera a metà seduta, portandosi a +0,5%. L’Europa è, invece, zavorrata dal Cac francese, a -0,8%. L'attenzione dei mercati resta concentrata sui colloqui di pace in Medio Oriente: l'Iran ha respinto la proposta avanzata dagli Stati Uniti, presentandone una alternativa che include richieste di risarcimento per i danni di guerra, il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense, garanzie contro eventuali nuovi attacchi e la revoca delle sanzioni. Il presidente Donald Trump ha definito la proposta "totalmente inaccettabile" su Truth Social. Di riflesso, il petrolio è tornato a salire con il Brent che ora segna +2,31% a 103,64 dollari al barile e il Wti che si attesta attorno ai 97 usd al barile, in rialzo del 2,38%.
Sul fronte macroeconomico, in Cina l'indice dei prezzi alla produzione (Ppi) è balzato del 2,8% su base annua, il livello più alto dal luglio 2022, superando le previsioni degli economisti ferme all'1,6% e accelerando nettamente rispetto al +0,5% di marzo.
In termini di Etf, bene oggi l’azionario cinese e i semiconduttori, a scapito dei titoli della difesa.