I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono in contrazione, con quello del Bund decennale in calo di 2 punti base al 1,77%. Pooja Kumra, senior strategist di Td Securities, sostiene che il decennale tedesco dovrebbe ritornare verso i massimi al 2,5% circa nel primo trimestre del 2023, per terminare l’anno prossimo attorno al 2,2%. L’esperto ha aggiunto che, a partire dagli Stati Uniti, l’impatto del picco dell’inflazione possa iniziare a svanire in modo più evidente. Successivamente, gli investitori dovrebbero spostare l’attenzione dall’inflazione alle dinamiche inerenti la crescita. Sull’inflazione, alcuni esperti, sono del parere che la Fed non possa mollare così presto la presa alla luce dei recenti dati macro dell’economia Usa. Ryan Belanger, fondatore e amministratore delegato di Claro Advisors, ha dichiarato che "il mercato si sta rendendo conto che la forza del mercato del lavoro e' il più grande ostacolo a una pausa o a una svolta della Fed, perché l'occupazione è un ostacolo a un'inflazione più bassa”. Sulla base di queste valutazioni, gli investitori sembrerebbero disposti a rivalutare l’ottimismo di novembre, alimentato dalla speranza che la Banca centrale statunitense fosse orientata a rallentare la stretta monetaria. Tuttavia, non si può non considerare la chiarezza con cui la Fed ha apertamente comunicato la sua intenzione di rallentare l’economia per raffreddare l’inflazione. Belanger conclude con la previsione che il costo del denaro raggiungerà quasi il 6% nel corso del 2023 e che potrebbero passare decenni prima di tornare ad avere tassi di interesse allo 0%.