
Il Federal Open Market Committee ha da poco pubblicato i verbali della riunione di maggio, che hanno messo in allarme alcuni investitori. Il Fomc è stato infatti percepito come piuttosto falco, con il continuo mantra che l'inflazione statunitense è ancora inaccettabilmente elevata. I partecipanti alla riunione hanno espresso il loro disappunto per il fatto che l'inflazione di fondo non si sia attenuata più rapidamente, soprattutto quella dei servizi di base, al netto delle abitazioni e un numero maggiore di partecipanti sembra favorevole a un ulteriore inasprimento da giugno in avanti. A ciò ha fatto seguito un dato deludente sull'inflazione, e l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali per il mese di aprile ha mostrato che l'inflazione di base è aumentata dello 0,4% mese su mese, più del previsto, ovvero 4,7% su base annua. Le aspettative di inflazione dei consumatori statunitensi sono leggermente migliorate, ma continuano a essere relativamente ben ancorate, soprattutto quelle a più lungo termine.

Il processo disinflazionistico è quindi molto imperfetto, e presenterà secondo Hopper molti picchi. In merito ai mercati, non sorprende quindi che i titoli azionari abbiano espresso una risposta negativa, soprattutto quelli cinesi e britannici. Le azioni statunitensi sono andate meglio, ma solo grazie alla performance tonica del settore tecnologico, in particolare grazie alle azioni esposte all'intelligenza artificiale. L'effetto dell'IA potrebbe aiutare i titoli statunitensi a sfidare la gravità dell'aumento dei rendimenti obbligazionari; i titoli tecnologici tendono, infatti, a scendere quando i rendimenti del Tesoro aumentano, ma a maggio questa relazione si è interrotta, almeno temporaneamente. Nelle ultime settimane l'ampiezza del mercato è diventata sempre più ristretta per l'indice S&P 500, con una manciata di nomi che hanno guidato la performance dell’interno mercato. In prospettiva, c’è da mettere in conto volatilità e colpi di scena nelle prossime settimane; l'incertezza politica probabilmente favorirà un posizionamento difensivo, nel breve termine, per i portafogli tattici. I portafogli strategici potrebbero trarre vantaggio dall'aumento dei rendimenti del reddito fisso, bloccando i tassi sulle obbligazioni core a più lunga scadenza. I mercati inizieranno probabilmente a scontare una ripresa economica nel corso dell'anno, il che significherebbe un contesto di mercato favorevole agli asset di rischio, in particolare ai settori più sensibili al ciclo. (riproduzione riservata)