"Non si tornerà ovviamente ai livelli del 2020", semmai "poco al di sopra di quelli del 2019, ma ci sarà una minore instabilità". È quanto dichiarato in riferimento all'aumento dei prezzi del gas (che attualmente quota a 3,90 euro, scendendo dell'1,44%) da Paolo Gallo, ceo di Italgas, in occasione della presentazione a Milano del suo libro "Diario di volo - Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità", dedicato alla digitalizzazione e ai progressi fatti dal gruppo da lui guidato.
"La mia previsione è che ad aprile-maggio, con la discesa dei consumi, la situazione si stabilizzerà" ha aggiunto il top manager. "Per risolvere il problema della crisi energetica non esiste una ricetta, ma una serie di interventi da mettere in campo. Mi sembra che il governo ci stia pensando seriamente ma avranno un effetto nel breve periodo. Il Pnrr è una occasione unica per l'Italia: un modo per legare dei fondi importanti a progetti di avanzamento e di riforma che aiuteranno il nostro paese a innovarsi".
Gallo si è poi concentrato sul concetto di trasformazione digitale, che "ha un impatto importante sul modo di lavorare delle persone all'interno dell'azienda. Molti pensano sia semplicemente una trasformazione degli asset da tradizionali a digitali: è una visione riduttiva. Deve avvolgere tutta l'azienda, altrimenti manca il coinvolgimento dei processi e delle persone umane. Solo così si ha successo".
Il top manager si è espresso anche sulla transizione burocratica, che a suo dire "necessita di una pubblica amministrazione che evolva in senso digitale migliorando il servizio, snellendo i processi e rendendo la vita più semplice. Non si parla solo di autorizzazioni per i grandi progetti, ma per la vita quotidiana. Abbiamo 200 cantieri aperti e per autorizzazioni che richiederebbero due o tre mesi ce ne vogliono 18: questo dà un'idea di come siamo bloccati".
Sempre riferendosi al tema della digitalizzazione, ma concentrandosi su Italgas, Gallo ha affermato: "Continuiamo il nostro processo di trasformazione digitale. Il 2022 sarà per noi un anno molto importante perché arriveremo al compimento (90-95%) della trasformazione digitale dei nostri asset, che ci permetterà di avere una infrastruttura interamente digitalizzata unica in Europa".
Il ceo ha poi dichiarato: "Come distributori di gas non abbiamo avuto effetti dalla crisi: il nostro business non è legato al prezzo del gas. Stiamo lavorando ad un upgrade della nostra infrastruttura affinché possa ospitare in futuro immissioni di gas diversi, come per esempio il biometano. Abbiamo già diverse richieste di allacciamento". Secondo Gallo, il biometano potrebbe essere una soluzione alla crisi energetica, perché "ha una potenzialità enorme. Oltre a risolvere il problema dei rifiuti, può arrivare al 10% del fabbisogno nazionale al 2030".
Le parole del top manager lasciano un messaggio di speranza per il futuro, in un momento in cui le tensioni internazionali e geopolitiche con la Russia si fanno sempre più intense, con evidenti ripercussioni su tutte le società attive nel settore delle utility: attualmente il titolo di Italgas quota a 5,66 euro, perdendo l'1,26%. Male anche A2A (1,59 euro, -1,15%), Snam (4,71 euro, -0,34%), Terna (6,67 euro, -0,45%) e Hera (3,45 euro, -0,40%). Lievemente positiva Iren (2,52 euro, +0,08%), mentre è sulla parità Acsm a 2,35 euro. (riproduzione riservata)