Le principali borse europee scambiano in territorio positivo, fatta eccezione per la borsa di Milano. Il Ftse Mib perde l’1,62% dato che, nella giornata odierna, più della metà delle società presenti nell’indice staccheranno cedole, nel dettaglio 21 società su 40. Nel resto del Vecchio Continente, il Cac 40 di Parigi scambia a +0,35%, il Dax di Francoforte a +0,29%, l’Ibex 35 di Madrid a +0,11% e il Ftse 100 di Londra a +0,07%. In rialzo anche i futures statunitensi con l’S&P500 che segna +0,39%, il Nasdaq a +0,65% e il Dow Jones che si trova sopra la soglia dei 40.000 dollari. Nvidia guadagna poco meno del 2% mentre il mercato aspetta la pubblicazione dei conti trimestrali della società tech che verranno resi noti nella giornata di mercoledì.
Dopo le vicende in Medio Oriente, il petrolio si mostra volatile, con il Brent in ribasso dello 0,35% a 83,72 dollari e il Wti in calo dello 0,29% a 79,35 dollari. Invece l’oro aggiorna il suo massimo storico con il contratto spot che è arrivato a 2.450 dollari all’oncia e il future a 2.454 dollari. Le criptovalute rimangono pressoché stabili con il Bitcoin a 67.350 dollari. Brillano gli Etf sulle materie prime come argento, uranio e rame mentre gli Etf che replicano le azioni dell’Indonesia perdono terreno.