
Sabrina Principi, Head of Business Development ETF & Index Solutions Sud Europa Bnp Paribas Asset Management, mette in evidenza le strategie della società di investimento in merito all’evoluzione della gamma passiva. Iniziando a segnalare che il 2023 è l’anno del ritorno al reddito fisso, dopo un lungo periodo di rendimenti bassi o negativi e prezzi stabili; il prepotente ritorno sulla scena internazionale dell’inflazione e la conseguente reazione delle banche centrali (forti rialzi dei tassi di interesse) hanno costruito uno scenario completamente diverso; in tale contesto, l’asset class obbligazionaria ha riacquistato interesse tra gli investitori globali, grazie a rendimenti di mercato tornati allettanti.

SABRINA PRINCIPI, BNPP AM
In questo quadro, Principi ha notato una forte domanda sia verso le esposizioni governative che nei confronti dei bond corporate Euro investment grade, soluzioni sulle quali Bnpp Am ha raccolto più di 2 miliardi di euro da inizio anno. Anche lo sviluppo dell’offerta indicizzata dell’asset manager ha accompagnato tale tendenza: infatti, nel mese di marzo sono stati quotati due nuovi prodotti: l’Etf Bnpp Easy Jpm Esg Emu Government Bond Ig 1-3Y, l’unico Etf Esg su questo tratto di curva, e l’Etf Bnpp Easy € Aggregate Bond Sri Fossil Free. Inoltre, si è poi inaugurato Bnpp Easy Icav, un nuovo veicolo di diritto irlandese, sul quale nell’ultima settimana di giugno si è lanciato un nuovo Etf sull’indice S&P 500 Esg, quotato a Milano il 18 luglio.
In merito al focus in ambito Esg e sostenibile, Principi ci tiene a specificare che nel mercato degli strumenti indicizzati Bnpp Am porta avanti un posizionamento molto chiaro: la sostenibilità rappresenta la stella polare della casa di investimento, è infatti su questa base che si fonda l’attività di sviluppo e innovazione dell’offerta. Tutti i nuovi Etf lanciati negli ultimi anni (sia di reddito fisso che azionari) sono allineati ai criteri Esg o perseguono tematiche sostenibili, soddisfacendo le richieste della clientela.
Per l’esperto, gli Etf obbligazionari rappresentano una valida alternativa all’investimento diretto in singoli titoli di debito, Btp compresi. Si ricorda, infatti, che l’Etf replica la composizione di un paniere che per sua natura è diversificato e quindi permette una maggiore rappresentatività del mercato di riferimento. Comprando un Etf si ha la possibilità di diversificare il rischio emittente: questo aspetto è ovviamente importante quando si tratta di emittenti privati, ma non va trascurato nemmeno in ambito governativo. Il basso costo degli Etf, poi, ben si sposa con una classe di attivo più “prudente” rispetto ad altre, come le azioni.
Principi si considera molto soddisfatta in merito alla raccolta del primo semestre: a livello globale sono stati raccolti 3 miliardi di dollari in 6 mesi, un miliardo in più di quanto fatto nel primo semestre dell’intero anno precedente. I flussi si sono focalizzati sulle soluzioni Euro Investment Grade e Governativi Euro in linea con l’articolo 8 del regolamento Sfdr.
Nel frattempo, il prodotto tematico Circular Economy ha raggiunto 1 miliardo di euro di patrimonio, altro elemento di soddisfazione per Principi; dal suo lancio, nella primavera del 2019, ha riscontrato subito l’interesse degli investitori professionali e retail, vista l’unicità dell’esposizione e considerato il suo comportamento sia rispetto a soluzioni attive che coltivano il medesimo tema, sia nei confronti dell’Msci World. Giusto per citare qualche numero, nei primi sei mesi dell’anno la sovra-performance della strategia rispetto al mercato azionario globale è di 3,16%.
Infine, in ambito azionario Sabrina Principi mette in evidenza che si è riscontrato interesse sulle strategie Esg Minimum TE, coperte da Etf della casa francese. Anche questi strumenti consentono all’investitore di muoversi in territorio sostenibile (sono infatti classificati come “articolo 8” ai sensi del regolamento Sfdr) e allo stesso tempo mirano a mantenere un tracking error contenuto rispetto agli indici di mercato standard. (riproduzione riservata)