Nella seduta odierna si assiste a un generale rialzo dei rendimenti dei titoli di stato dell’area Euro, con il Bund tedesco che sale a -0,21% e lo spread Btp/Bund che si allarga leggermente intorno ai 106 punti base.
Dalla riunione di stanotte i mercati hanno indubbiamente colto l’atteggiamento aggressivo della Fed: rispetto alle proiezioni economiche di marzo infatti, la crescita prevista per l’anno corrente è visibilmente maggiore (7% vs 6,5%) e l’inflazione prevista sempre nel 2021 risulta nettamente più alta sia a livello complessivo che a livello core.
Se non vi sono variazioni rilevanti sul livello di occupazione, ve ne sono di importanti sui tassi di interesse, che i funzionari Fed intendono aumentare entro la fine del 2023. Tale decisione è dettata dai segnali positivi di una rapida ripresa economica, al punto che si è iniziato a parlare di tapering, sebbene Powell abbia poi chiarito rimanere un’ipotesi ancora lontana.
Pur restando fedele alla propria politica monetaria, secondo C. Scherrmann di DWS da questa riunione si evince una presa di posizione piuttosto forte dell’Istituto Centrale USA. Difatti l’economista spiega che l’incontro del Fomc potrebbe aver dato adito a un lento e ragionato processo di riduzione degli acquisti di asset. Sul punto interviene anche K. Craig di Jp Morgan, il quale si aspetta che la Fed inizi a pianificare realmente il tapering nella prossima riunione di settembre per ridimensionarlo nel 2022.
Infine K. Jones, responsabile di Charles Schwab avverte che – se i funzionari della Banca Centrale statunitense intendono aumentare i tassi nel 2023 – un piano di riduzione del ritmo degli acquisti di obbligazioni è da attuare in tempi brevi.