
Hsbc Am rimane cauta in termini di posizionamento strategico, per una serie di ragioni. Lo scenario centrale dell’asset manager prevede acque agitate per gli asset di rischio nei prossimi 12 mesi, e di conseguenza il consiglio è di mantenere una profilatura difensiva nei portafogli. La netta preferenza va a favore del reddito fisso a breve scadenza, in particolare i Treasury statunitensi, in grado di sovraperformare grazie agli yield molto elevati quando la recessione si fa sentire. I crediti di alta qualità offrono a loro volta un carry interessante, con bilanci solidi che garantiscono la protezione dagli eventuali default.
Hsbc Am rimane però positiva sulla maggior parte delle asset class emergenti, grazie soprattutto alle valutazioni più basse, al posizionamento cauto da parte degli investitori, alle migliori prospettive macroeconomiche rispetto ai Paesi industrializzati e alla prospettiva di tagli della Fed, che può implicare ulteriore debolezza del dollaro nel corso dell'anno a favore delle divise emergenti. I dati macro hanno retto meglio del previsto, ma la crescita è lenta. In Occidente, Hsbc Am si aspetta che la recessione si sviluppi verso la fine dell'anno, in quanto le imprese taglieranno le spese in modo più aggressivo a causa dell'indebolimento della domanda e della riduzione del potere di determinazione dei prezzi.

L'inflazione si sta si stabilizzando, ma ci vorrà del tempo prima che raggiunga livelli accettabili per le banche centrali. Il lato dei servizi dell'inflazione si sta ancora dimostrando appiccicoso e potrebbe essere necessaria una recessione per eliminare le pressioni residue sui prezzi. L'Asia, invece, si trova ad affrontare un mix inflazione-crescita molto più favorevole; sebbene l'indebolimento della domanda esterna possa pesare sull'attività commerciale, la dinamica della crescita è sostenuta dalla riapertura della Cina e lascia molte nazioni in un mondo parallelo.
In merito alle banche centrali, l’asset manager pensa che la Fed abbia raggiunto il picco del restringimento monetario, in quanto cerca di bilanciare l'inflazione di fondo con le preoccupazioni del settore bancario. I tassi della Fed si potranno allentare non prima di fine anno, quando la recessione inizierà a farsi sentire. La politica fiscale potrebbe fungere da freno, con probabili riduzioni di spesa in seguito alla sospensione del tetto del debito, ma sembra improbabile un'austerità come nel 2010. Ciò potrebbe contribuire a moderare la gravità della recessione. In Cina, la politica fiscale e monetaria rimarrà accomodante, ma è improbabile che si verifichino nuovi stimoli di rilievo.
Per quanto riguarda i portafogli in particolare, tanto a livello di gestione attiva che indicizzata, l’azionario occidentale è a rischio in termini di utili attesi, elemento meno problematico per l’area emergente: si segnala quindi oggi un sovrappeso per l’azionario emergente, giapponese e di frontiera, a scapito di Usa ed Europa. In ambito obbligazionario, giudizio favorevole di Hsbc Am per le emissioni di qualità in dollari, per i bond emergenti in valuta locale e per gli inflation linked, mentre resta la posizione di sottopeso sui bond giapponesi. Nel credito, prediletti oggi i rating più elevati a scapito degli high yield, sia a livello europeo che statunitense, ma anche le emissioni emergenti in dollari sono viste bene. Positiva la view sull’oro, neutrale sulle altre materie prime, mentre tra le valute il dollaro è visto in indebolimento per i prossimi 12 mesi. Giudizio favorevole anche per asset alternativi come l’immobiliare quotato e le infrastrutture, neutrale invece sulle criptovalute. (riproduzione riservata)