
È stato un anno decisamente interessante sul mercato del valute, con il dollaro Usa che ha come sempre monopolizzato l’attenzione degli operatori. Nel corso dell’ultimo trimestre, in particolare, si è registrato un chiaro rafforzamento del biglietto verde, sostenuto sia dalla solidità dell’economia statunitense sia dal fatto che la Fed potrebbe ridurre i tassi di interesse in misura minore rispetto alle attese del mercato. Il Dollar Index, dopo essere sceso verso la fine del mese di settembre verso l’importante sostegno grafico e psicologico dei 100 punti, ha infatti iniziato un importante movimento rialzista che ha spinto i prezzi a ridosso di quota 108,50. Il trend primario è quindi positivo, con i principali indicatori direzionali (Macd, Parabolic SaR e Vortex) che si trovano in posizione long. La tenuta del sostegno grafico posto in area 107-106,80 può favorire una fase laterale di consolidamento che, oltre a scaricare il forte ipercomprato di breve termine, può creare le premesse per un ulteriore allungo (che avrà un primo target a quota 108,80-108,85 e un secondo obiettivo a ridosso dei 109,20 punti). Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: da un punto di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sotto i 105,40 punti potrebbe fornire un segnale negativo e innescare una flessione di una certa consistenza. Nelle analisi che seguono è stato analizzato il quadro tecnico dei principali incroci valutari al fine di individuare il trend principale nel quale le quotazioni si trovano inserite e i più importanti livelli grafici.
Euro/dollaro. Il cambio, dopo essersi scontrato con la solida resistenza grafica posta in area 1,12-1,1215, ha subito una brusca flessione ed è sceso fin sotto 1,035. La situazione tecnica è quindi negativa: solo il forte ipervenduto di breve termine può impedire un ulteriore cedimento e favorire una fase laterale di consolidamento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà comunque necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Una prima dimostrazione di forza arriverà con il ritorno sopra 1,0610, anche se un rimbalzo dovrà comunque affrontare una prima barriera attorno a 1,0725-1,0730 e un secondo ostacolo attorno a 1,0780. Una discesa sotto 1,0330 fornirà invece un nuovo segnale ribassista di tipo direzionale.
Euro/sterlina. Il cambio si trova all’interno di un solido trend ribassista di medio termine, con le quotazioni che sono scese fin sotto 0,8215. La tenuta del supporto situato in area 0,8230-0,8220 può favorire un rimbalzo tecnico che dovrà tuttavia affrontare una prima resistenza in area 0,8375-0,84 e una seconda barriera a quota 0,8445-0,8460. Soltanto il ritorno sopra questa zona potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. Una discesa sotto quota 0,82 fornirà invece un ulteriore segnale di debolezza.
Euro/yen. La struttura tecnica del cambio euro/yen, nonostante la veloce risalita delle ultime settimane, rimane ancora contrastata. Le quotazioni, dopo essere scese sotto quota 156,20, hanno compiuto un veloce recupero e si sono portate a ridosso della solida resistenza grafica posta in area 163,80-164. Il superamento di questa zona aprirà ulteriori spazi di crescita, anche se da un punto di vista grafico solo il breakout di quota 167 potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. Una discesa sotto quota 158 fornirà invece un pericoloso segnale ribassista.
Euro/franco svizzero. Il cambio ha arrestato la sua discesa a ridosso di quota 0,92, livello dal quale è iniziato un veloce rimbalzo tecnico. La situazione grafica di breve termine rimane ancora precaria: un primo segnale di forza arriverà con il ritorno sopra 0,9450, anche se da un punto di vista grafico solo il breakout della resistenza posta in area 0,95-0,9510 potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. Pericolosa invece una discesa sotto 0,9250, anche se un nuovo e pericoloso segnale ribassista di tipo direzionale arriverà soltanto con il cedimento di 0,92.
Sterlina/dollaro. Il Cable, dopo essere salito verso la fine del mese di settembre fino a quota 1,3435, ha subito una brusca flessione ed è sceso fin sotto 1,2480. Il quadro tecnico appare precario: soltanto il ritorno sopra 1,28, infatti, potrebbe fornire una prima dimostrazione di forza e innescare un veloce recupero che avrà un primo target in area 1,2980-1,30. Solo il breakout di 1,31 tuttavia potrebbe fornire un chiaro segnale rialzista. Il cedimento di 1,2450 può invece innescare una nuova e pericolosa accelerazione ribassista.
Dollaro/yen. Il cambio, dopo essere sceso verso la metà di settembre fino a quota 139,60, ha iniziato un importante movimento rialzista ed è risalito oltre quota 157,90. L’analisi quantitativa evidenzia un rafforzamento della pressione rialzista, con i principali indicatori direzionali che si trovano in posizione long. Dopo una breve pausa di consolidamento è possibile pertanto un ulteriore allungo. Il breakout di quota 158 potrebbe spingere le quotazioni in area 159,80-160 prima e verso quota 162 in un secondo momento. Soltanto una discesa sotto quota 149 potrebbe fornire un segnale negativo. (riproduzione riservata)