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Carovita fa meno paura

Milano Finanza - Numero 074 pag. 44 del 15/04/2023

Milano Finanza Intelligence Unit

Secondo SSGA la pressione inflazionista sta via via esaurendosi, e la correlazione storica con il prezzo del gas la dice lunga.

Carovita fa meno paura

Gli economisti di State Street Global Advisors vedono rosa in merito all’inflazione. Nel recente Weekly Economic Perspectives si mette in evidenza che gli asset di rischio stanno traendo beneficio dagli aggiornamenti incoraggianti sull'inflazione, non solo a livello europeo. Per quanto riguarda l’ambiente di investimento statunitense, a differenza di quanto osservato a febbraio, l'indice di fiducia dei consumatori ha superato le aspettative, anche se le opinioni sulla situazione attuale sono peggiorate. Finora, non vi sono prove di un impatto sulla fiducia a causa delle turbolenze del settore bancario, anche se è possibile che nei prossimi mesi si assisterà a un tiro alla fune tra gli effetti positivi della diminuzione dell'inflazione e quelli negativi derivanti dall'inasprimento delle condizioni di credito e una domanda di lavoro meno vivace. Il sondaggio del Michigan, prosegue State Street, ha offerto un segnale meno ottimistico, con la lettura finale dei dati di marzo più debole di quanto inizialmente riportato.

Il (grande) lato positivo è che le aspettative di inflazione continuano a diminuire. Gli economisti a lungo hanno sostenuto che c'erano pochi segnali di disancoraggio delle aspettative di inflazione dei consumatori, e con l'inflazione che ora si sta abbassando in modo sostanziale, i rischi dovrebbero diminuire ulteriormente. Nell'aggiornamento di marzo, le aspettative di inflazione a lungo termine sono rimaste invariate al 2,9% mentre le aspettative a breve termine (ad 1 anno) sono scese di mezzo punto percentuale, al 3,6%, il valore più basso dall'aprile del 2021. Gran parte di questo dato riflette la diminuzione dei prezzi del gas (c'è una correlazione storica molto forte tra tali variabili), ma è degno di nota il fatto che il calo più recente si è verificato nonostante un leggero aumento dei prezzi della benzina. Una certa attenuazione dell'inflazione dei prezzi alimentari è la probabile spiegazione, per quanto riguarda gli Usa.

Nel frattempo, però, le finanze dei consumatori si stanno deteriorando. Il reddito personale nominale è cresciuto molto poco, alimentato dal rallentamento della crescita dei salari e degli stipendi: qualsiasi indebolimento del mercato del lavoro da qui in avanti avrà probabilmente un impatto diretto e immediato sui consumi futuri. L'unico aspetto positivo è che la diminuzione dell'inflazione farà sì che i salari reali si mantengano bassi in futuro. L'inflazione core è così scesa al 4,6% anno/anno, il minimo dall'ottobre 2021.

Il mercato immobiliare si trova in una situazione strutturale di insufficienza dell'offerta e si trova attualmente in recessione, non in crisi, sulla scia dei forti aumenti dei prezzi dall'inizio del 2020 e dell'impennata recente dei tassi ipotecari (sulle scadenze a 30 anni saliti al 7% a fine 2022); ma sembra esistere una robusta riserva di domanda potenziale in attesa di un miglioramento dell’economia. D’altronde, i prezzi delle case sono l'immagine speculare dei tassi ipotecari e un canale chiave attraverso il quale il mercato si sta ristabilendo. L’indice dei prezzi delle case S&P CoreLogic/Case-Shiller è sceso di un altro 0,4% a gennaio 2023, il settimo calo consecutivo. Anche nel Regno Unito continua la correzione del settore immobiliare, dove l'importo dei nuovi prestiti netti garantiti da abitazioni è crollato e si deve registrare il settimo calo mensile consecutivo dell'indice dei prezzi delle case.

Infine, per quanto riguarda l’eurozona, gli economisti di State Street mettono in luce che, dopo una dolorosa impennata, l'inflazione dei prezzi al consumo sta ora iniziando a scendere in modo più visibilmente, con ulteriori progressi degni di nota attesi anche nei prossimi mesi. In Germania l'inflazione è scesa al 7,4% anno/anno, quella italiana è rallentata al 7,7%, quella francese persino al 5,6%. La fiducia dei consumatori sta salendo, ad eccezione della Francia per via dei piani di innalzamento dell'età pensionabile. Insomma, per State Street la pressione sul carovita dovrebbe nel corso dell’anno sgonfiarsi, un elemento positivo in ottica di investimento. (riproduzione riservata)

 



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