I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono in leggero allargamento, con quello del Bund decennale poco sotto il 2%. L’estrema volatilità ed incertezza dei mercati sta portando molti investitori a considerare le opportunità di investimento nel reddito fisso. Queste considerazioni, secondo Credit Suisse, sono dovute ad un probabile rallentamento della politica monetaria nel 2023. Il colosso svizzero prevede una recessione nella zona euro e nel Regno Unito, oltre ad una frenata nella crescita degli Stati Uniti e Cina nel 2023, dopo un anno in cui le Banche centrali hanno attuato forti strette monetarie. La probabile normalizzazione dell’inflazione nel 2023 unitamente all’improbabile scenario di tagli dei tassi d’interesse, dovrebbe rendere gli asset a reddito fisso più interessanti da detenere in portafoglio ed offrire nuovi vantaggi di diversificazione. Sul tema, Philipp Lisibach, chief global strategist e responsabile della strategia d'investimento globale di Credit Suisse, ha dichiarato che "i rendimenti hanno ora raggiunto livelli che offrono una certa protezione contro gli effetti negativi del mercato che probabilmente si verificheranno con l'ingresso in un periodo di sostanziale incertezza economica”. Nell’attuale contesto, i fari degli investitori sono puntati sulle prossime mosse delle Banche centrali per contrastare l’inflazione che, almeno negli Stati Uniti, pare stia effettivamente rallentando. Il timore è che la Fed e la Bce, rialzando eccessivamente i tassi, possano generare una recessione più grave di quella attesa dai mercati.