Non accenna a decelerare la corsa dell’inflazione nel nostro Paese, che fa registrare un nuovo massimo da dicembre del 1985. L’indice dei prezzi al consumo sale al 8,4% su base annua segnando pertanto il quarto rialzo mensile consecutivo. La componente energetica è senza dubbio la maggior responsabile della fiammata dei prezzi, la cui crescita passa dal +42,9% di luglio al +44,9% di agosto. D’altro canto, è bene sottolineare che anche l’inflazione di fondo non mostra segnali di rallentamento, di fatto guardando la sola inflazione core (che esclude beni energetici e alimentari) il dato risulta in accelerazione da +4,1% a +4,4%. Considerando la sola crescita del comparto alimentare, essa risulta perfino superiore a quella dell’indice dei prezzi al consumo, presentando un aumento del +9,7% su base annua, facendo registrare un nuovo massimo da giugno del 1984. Post lettura dell’inflazione lo Spread Btp/Bund è in allargamento intorno ai 233 punti base, con il Btp decennale che presenta uno yield in costante crescita intorno al 3,86%. Calendario economico odierno caratterizzato anche dalla pubblicazione dell’inflazione nell’area euro, la quale non tradisce le aspettative e sfonda la soglia dei 9 punti percentuale, al 9,1%. La lettura mette ulteriore pressione sull’istituto di Francoforte, aumentando considerevolmente la possibilità di un innalzamento di 75 punti base dei tassi d’interesse durante la riunione che si terrà nel mese di settembre. Secondo gli analisti di Commerzbank è altamente improbabile che l’inflazione abbia raggiunto il suo picco, ed è probabile che esso non venga raggiunto prima dell’autunno inoltrato.