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Azionario, i fantastici 4 del rinascimento giapponese

Azionario, i fantastici 4 del rinascimento giapponese

24 novembre 2017, 14:30

Milano Finanza Intelligence Unit

Robin Black, co-gestore del Kames Global Equity Income portfolio, fa notare che grazie al positivo andamento dell'economia del Giappone, la terza economia mondiale, il Nikkei si trova attualmente ai massimi da 21 anni. Il basso valore di scambio rispetto al valore contabile rende conveniente, per l'esperto, il comparto azionario

Dopo quasi 30 anni il mercato giapponese è tornato a salire, portando il Nikkei ai massimi da 21 anni a questa parte e risvegliando gli appetiti degli investitori. "A nostro parere, il Giappone deve affrontare ancora molte sfide strutturali per poter essere considerato un mercato buy&hold". Lo ha affermato Robin Black, co-gestore del Kames Global Equity Income portfolio. "Detto ciò, Tokyo rimane il terzo azionario e la terza economia mondiale, fattori che lo rendono un mercato pericoloso da sottopesare nelle sue fasi rialziste".

Secondo l'esperto, l'andamento dell'economia del Giappone è molto legato alle condizioni globali che al momento sono in miglioramento. A darne prova le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale che prevedono una crescita complessiva del 3,5% nel 2017 e del 3,6% nel 2018, da un +3,2% del 2016. "Questi periodi sono positivi per il Sol Levante che fa molto affidamento sull'export e beneficia di uno Yen debole", ha aggiunto. "Da aggiungere a ciò la relativa convenienza del mercato, che scambia ad un multiplo di 1,4 volte il valore contabile, e un costo del capitale prossimo allo zero grazie alle politiche accomodanti della Bank of Japan".

A detta del manager, nel complesso la situazione è "favorevole e di supporto alla nostra decisione di sovraesporci al mercato giapponese. Nell'ultimo anno la nostra allocazione è stata infatti del 10%, contro circa l’8% del benchmark e il 5% dei competitor", ha spiegato, "e tale posizione dovrebbe persistere, in linea con il nostro approccio di investimento che individua titoli con prospettive di lungo termine. Tra questi, in particolare, quattro meritano menzione".

Il primo è Tokyo Electron, leader globale nella costruzione dei macchinari usati dalle società produttrici di semiconduttori per i loro chip. "Abbiamo inserito il titolo in portafogli lo scorso anno", ha spiegato Black, "consci che l'aumento delle applicazioni per i semiconduttori e del volume di dati in memoria potrebbe portare ad un deficit di offerta". Nell'ultimo anno il prezzo dell’azione è raddoppiato e il dividendo, già salito a 352 Yen nel 2016 dai 50 Yen del 2014, è proiettato verso i 650 Yen, considerando la rapida crescita degli utili e una distribuzione del 50%.

A seguire Bridgestone, al vertice dell'industria dei pneumatici non solo nel comparto dei veicoli passeggeri, ma anche nella nicchia, più remunerativa, mineraria e agricola. A detta dell'esperto, la società ha cassa a bilancio e una gran capacità di generare liquidità e può quindi permettersi un tasso di distribuzione superiore al 40% dello scorso anno. "La pancia così piena reprime il Roe, ma apprezziamo la linea conservativa del management e vediamo nel futuro un incremento del pay-out ratio".

Terzo nome è Daito Trust, costruttore di condomini per il mercato degli affitti con un modello di business fortemente integrato che ha come obiettivo la distribuzione dell'80% degli utili, raggiunta l'anno scorso per il 50% tramite dividendo e per il 30% tramite buyback. "Il ritorno quest'anno dovrebbe essere più consistente", ha osservato l'esperto. "Recentemente c'è stata un'impennata della domanda legata a modifiche nelle leggi di successione che hanno reso fiscalmente conveniente avere proprietà in affitto.

Infine TechnoPro, azienda interinale del settore tecnologia esposta ai trend domestici come crescita, disoccupazione e salari. L'organico complessivo si compone di 14.000 ingegneri impiegati in 1.400 società. Il settore dello staffing esterno è molto frammentato in Giappone e le modifiche legislative dovrebbero portare ad un consolidamento che andrebbe a favore di TechnoPro. Il pay-out ratio al momento è del 50%, ma secondo il manager potrebbe aumentare date le condizioni, il miglioramento dei bilanci e la generazione di cassa.



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