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Tra i possibili beneficiari anche quasi 5mila associazioni sportive e 7.900 comuni italiani

Una firma per 132mila

Cresce l’elenco degli enti accreditati al 5x1000

di Sergio Governale
11/05/2023 13:48

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Una firma per 132mila

Sono circa 132mila gli enti finora accreditati che si divideranno il 5 x mille del 2023, pari a circa mezzo miliardo di euro. Tra questi i 7.901 Comuni italiani.

Ricordiamo innanzitutto che la misura consiste nel 5 x mille dell’imposta sui redditi delle persone fisiche prodotti nell’anno precedente, che i contribuenti scelgono di destinare ai cosiddetti beneficiari, ovvero enti no-profit che svolgono attività di rilevanza sociale. Qualora i contribuenti non effettuino alcuna scelta, il 5 x mille andrà allo Stato. 

Le categorie

Il meccanismo è stato oggetto di numerose revisioni normative nel corso degli ultimi anni, a partire dal decreto legislativo numero 111 del 2017 che, come vedremo di seguito, ha introdotto il registro unico per gli enti del terzo settore. Dopo di questo, il decreto delPresidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) del 23 luglio 2020 prima e il decreto legislativo 36/2021 poi (in vigore dal 17 novembre 2022) hanno racchiuso i beneficiari in cinque categorie, in funzione delle relative finalità perseguite. In primis, gli enti del terzo settore iscritti nel relativo registro, comprese le cooperative sociali ed escluse le imprese sociali costituite in forma di società. In secondo luogo, gli enti della ricerca scientifica e dell’università. Poi gli enti della ricerca sanitaria. E, ancora, i Comuni di residenza dei contribuenti per le attività sociali da loro svolte. Infine, le associazioni sportive dilettantistiche, riconosciute ai fini sportivi dal Coni. 

Secondo le stesse norme, oltre a questi soggetti, possono essere finanziati anche quegli enti che svolgono attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e quelli che gestiscono le aree protette, come i parchi nazionali e le aree marine ritenute riserve naturali.

Le competenze

Ricordiamo che, ai fini dell’accreditamento per l’accesso al riparto del contributo del 5 x mille, ogni categoria ha un proprio organismo competente. Gli enti del terzo settore si rivolgono al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per il tramite dell’ufficio del Runts-Registro unico nazionale del terzo settore. Per le associazioni sportive dilettantistiche è invece competente il Coni, che ha stipulato un’apposita convenzione con l’Agenzia delle entrate per la gestione della procedura di iscrizione. La stessa Agenzia ricorda poi che «permane la competenza del Ministero dell’università e della ricerca per l’accreditamento degli enti della ricerca scientifica e quella del Ministero della salute per l’accreditamento degli enti della ricerca sanitaria». Mentre il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha competenza sul finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e degli enti gestori delle aree protette. Ogni ente può essere accreditato, in presenza dei requisiti prescritti, anche in più categorie, ciascuna con la propria amministrazione competente, ognuna delle quali ha pubblicato entro aprile il proprio elenco. Dal 2022 è cambiato però qualcosa. 

Enti del terzo settore

Dall’anno scorso è diventata infatti operativa la categoria degli enti del terzo settore. A stabilirlo è stato il già citato decreto legislativo 111 del 2017, secondo cui il contributo del 5 x mille è destinato agli enti del terzo settore iscritti al Runts, gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali a partire dal «secondo anno successivo a quello di operatività del Runts». Ebbene, tale registro è divenuto operativo a partire dal 23 novembre 2021. Pertanto dall’anno scorso gli enti del terzo settore si sono rivolti allo stesso Ministero per l’iscrizione. I dati sono aggiornati quotidianamente sul sito servizi.lavoro.gov.it/runts/it-it/ Lista-enti. Al 6 maggio scorso risultano iscritti complessivamente 104.099 enti (inclusa l’Unione sportiva Acli, che non risulta però associata ad alcuna categoria): 32.638 organizzazioni di volontariato, 42.879 associazioni di promozione sociale, 24.232 imprese
sociali confluite dai registri delle Camere di commercio, 4.135 altri enti del terzo settore, 74 società di mutuo soccorso e 140 enti filantropici. 

Le Onlus

L’unica eccezione è rappresentata dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte all’Anagrafe delle Onlus, considerate enti del terzo settore in via transitoria, in attesa della loro iscrizione al Registro unico. Il decreto legge 198/2022, convertito con modificazioni dalla legge 14/2023, ha previsto che anche quest’anno continuano ad accreditarsi con le vecchie modalità previste per gli enti del volontariato. Pertanto per loro resta ferma la competenza dell’Agenzia delle entrate ai fini dell’accreditamento, della verifica dei requisiti di accesso e della pubblicazione dei relativi elenchi. Nell’elenco permanente risultano presenti 12.316 Onlus, a cui bisogna aggiungere 270 nuove organizzazioni iscritte. 

Sanzoni per i ritardi

Si ricorda che, qualora qualunque ente in possesso dei requisiti per l’iscrizione non abbia effettuato l’iscrizione entro aprile, può comunque partecipare al riparto del 5 x mille 2023 presentando la domanda di iscrizione entro il 2 ottobre e versando una sanzione di 250 euro. Dato che le dichiarazioni dei redditi possono essere presentate a partire da questo mese, il 5 x mille può comunque essere destinato anche agli enti non ancora iscritti. Nel momento in cui però non dovessero essere ammessi, le somme loro destinate saranno ripartite in proporzione all’interno degli enti della medesima categoria. Si ricorda infine che l’inserimento nell’elenco vale ai fini della sola iscrizione dell’ente al riparto del 5 x mille e non anche quale ammissione al beneficio. L’Agenzia delle Entrate svolge infatti un’ordinaria attività di controllo all’esito della quale pubblica gli elenchi degli enti ammessi e degli esclusi dal contributo di ciascun anno (in genere, all’inizio di ogni anno vengono pubblicati gli elenchi degli enti ammessi ed esclusi nell’anno precedente). (riproduzione riservata)



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