Promuovere una medicina sempre più attenta alle differenze di genere, capace di rispondere ai bisogni specifici delle donne e di accompagnarle lungo tutto il percorso di cura: è questa la sfida al centro della Giornata nazionale della salute della donna, che richiama l’attenzione su un ambito in cui persistono ancora importanti lacune, soprattutto nella gestione delle patologie croniche. Sul piano istituzionale, cresce l’impegno per rafforzare la medicina di genere come elemento strutturale del Servizio sanitario nazionale.
“In occasione della Giornata nazionale della salute della donna – dichiara il Senatore Ignazio Zullo, Membro della 10° Commissione permanente del Senato e primo firmatario del DDL ‘Misure per il potenziamento della Medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale’ – desidero esprimere soddisfazione e ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto questa proposta di legge sulla medicina di genere. Il provvedimento punta a rafforzare un approccio sempre più personalizzato alla cura, valorizzando la medicina di genere all’interno del Servizio sanitario nazionale e coinvolgendo sia le strutture pubbliche, sia quelle private convenzionate, nelle attività assistenziali, nella formazione e nella ricerca clinica".
"Interviene, inoltre, sugli aspetti organizzativi e sulla definizione di specifiche Linee guida, con l’obiettivo di rendere questo approccio sempre più strutturale ed efficace. Il Disegno di Legge è già stato esaminato in Commissione Sanità del Senato, dove si sono svolte le audizioni dei soggetti interessati, e auspico che possa essere approvato entro la fine della legislatura”, conclude Zullo.
In questo contesto, le patologie reumatologiche rappresentano un ambito emblematico: colpiscono prevalentemente le donne, con un impatto rilevante non solo sul piano clinico ma anche su quello sociale e familiare. “Le patologie reumatologiche croniche di origine autoimmune presentano una marcata specificità di genere, colpendo in misura significativamente maggiore le donne, spesso in età fertile e nel pieno della vita lavorativa e familiare – dichiara il professor Roberto Caporali, presidente eletto della Società italiana di reumatologia (Sir) e direttore del Dipartimento di Reumatologia e Scienze mediche dell’Asst Pini-Cto – Questa maggiore prevalenza è legata a fattori complessi, che includono differenze ormonali, genetiche e immunologiche."
"Nelle donne, inoltre, la malattia può avere un impatto particolarmente rilevante sulla qualità della vita – prosegue Caporali – anche in relazione a gravidanza, maternità e gestione della quotidianità. Per questo è fondamentale promuovere un approccio clinico sempre più personalizzato, che tenga conto delle differenze di genere lungo tutto il percorso di cura. Allo stesso tempo, è necessario rafforzare la diagnosi precoce e l’accesso tempestivo alle terapie più appropriate, così da migliorare gli esiti clinici e ridurre il carico della malattia”.
In linea con queste esigenze, Ucb ribadisce il proprio impegno nel promuovere un’innovazione sanitaria inclusiva, che tenga conto delle specificità femminili lungo tutto l’arco della vita. “In occasione della Giornata mondiale della salute della donna, ribadiamo il nostro impegno nel promuovere un'innovazione sanitaria in grado di tenere conto dei bisogni specifici delle donne, in particolare di quelle che convivono con una malattia cronica. Per Ucb, empowerment significa rendere possibili scelte di salute informate e consapevoli, basate su dati affidabili. Da oltre dieci anni lavoriamo per colmare i gap di conoscenza sulla biologia femminile e sulle interazioni con le terapie, anche durante momenti delicati come quello dell'età fertile, della gravidanza, dell'allattamento e della menopausa, integrando la prospettiva delle donne nei percorsi di sviluppo clinico e di real life e contribuendo all’avanzamento della ricerca in ambiti ancora poco esplorati – dichiara Federico Chinni, ad di Ucb Italia – Crediamo che l'innovazione debba essere al servizio della salute delle donne. Solo così è possibile favorire un dialogo veramente aperto e consapevole tra pazienti e professionisti sanitari”.
Un impegno che si traduce anche nel sostegno a iniziative di sensibilizzazione come ‘Genere Donna’, campagna digitale indipendente dedicata alla medicina di genere nelle patologie croniche reumatologiche e dermatologiche, e ‘Fai la tua mossa’, campagna di sensibilizzazione Ucb rivolta in particolar modo alle donne affette da osteoporosi, con l’obiettivo di promuovere informazione, confronto ed empowerment. Accanto alla dimensione clinica, emerge con forza anche l’impatto quotidiano della malattia, spesso sottovalutato.
“Le donne rappresentano una quota significativa dei pazienti affetti da patologie reumatologiche, spesso caratterizzate da diagnosi tardive e da un forte impatto sulla qualità della vita, sul lavoro e sulla dimensione familiare. Si tratta di malattie che colpiscono la donna nella sua interezza, incidendo anche sul desiderio di maternità e sul ruolo sociale – dichiara Silvia Tonolo, presidente dell’Associazione nazionale malati reumatici Anmar – Come associazione siamo impegnati su più fronti: dalla diagnosi precoce all’accesso equo e continuo alle terapie, fino alla personalizzazione dei percorsi di cura, fondamentali soprattutto in presenza di comorbidità. In questo ambito si inseriscono anche progetti di sensibilizzazione come ‘Genere Donna’ e quelli dedicati all’osteoporosi, promossi da Ucb con la nostra collaborazione”.
“L’impatto di queste patologie è anche psicologico e sociale. Per questo è essenziale rafforzare il supporto psicologico e creare spazi di ascolto e condivisione attraverso strumenti come numeri verdi, incontri e webinar, oltre al sito ‘Genere Donna’, che rappresenta una best practice riconosciuta anche a livello europeo. Serve, inoltre, un approccio più umano da parte dei clinici e maggiore attenzione da parte delle Istituzioni perché, accanto al 30% legato a ospedalizzazione e farmaci, esiste un 70% fatto di vita quotidiana spesso inascoltata. La Giornata nazionale della salute della donna – conclude Silvia Tonolo - deve ricordare che la salute femminile non è una semplice ricorrenza, ma una priorità, una battaglia quotidiana condivisa, che richiede sì risorse, ma anche attenzione e umanità”.
“È sempre più evidente come tra uomo e donna esistano differenze sostanziali che vanno ben oltre il genere sessuale e che incidono profondamente su prevenzione, diagnosi e cura – dichiara Antonella Celano, presidente dell’Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Apmarr – Oggi la ricerca e lo sviluppo dei farmaci sono stati storicamente impostati prevalentemente sul modello maschile, e questo rende ancora più urgente un cambio di prospettiva. Parlare di medicina di genere significa considerare la persona nella sua interezza, nelle sue specificità biologiche e sociali, e adottare approcci realmente differenziati”.
“Nel caso delle patologie reumatologiche, che colpiscono maggiormente le donne, è fondamentale promuovere campagne di prevenzione mirate e sensibilizzare le pazienti sull’importanza di dedicare tempo alla propria salute – continua Antonella Celano – Troppo spesso le donne, impegnate tra lavoro e famiglia, trascurano sé stesse, rimandando controlli e percorsi di cura. È invece essenziale che si prendano cura di sé, aderendo agli screening e adottando stili di vita sani. In questo senso, come Apmarr, collaboriamo – al pari di Anmar – a progetti di sensibilizzazione in partnership con Ucb, come ‘Genere Donna’, per diffondere maggiore consapevolezza. Perché se la donna sta bene, ne beneficia l’intero nucleo familiare: la salute femminile è un pilastro fondamentale per il benessere della società”.