Un chicco di riso può bastare. E sicuramente è bastato per trasformare una tradizionale impresa in un gruppo leader del mercato food. È la realtà di una famiglia che, nel cuore della pianura padana, da oltre 160 anni coltiva idee, identità, futuro, partendo da una materia prima di estrema semplicità. Riso Scotti è riuscita a usare, trasformare e moltiplicare una risorsa naturale in un sistema di prodotti diversificati e pronti a rispondere alle esigenze di un target in continua evoluzione. In questo modo, ha segnato la sua ascesa a polo industriale innovativo in Europa, con un fatturato di 330 milioni di euro di cui il 35% all’estero. Il segreto di questa longevità? Non sono i numeri, ma «un insieme di innovazione, dedizione, passione e condivisione di valori». Con queste parole Dario Scotti, al timone da quasi quattro decenni, ha spiegato i successi che negli anni hanno segnato la storia dell’azienda che oggi guida insieme con le figlie Valentina, a.d. di Riso Scotti Danubio, Francesca che guida la comunicazione e il marketing digitale strategico e Lucrezia Maria, international marketing developer.

«Condividiamo gli stessi valori che io ho appreso lavorando fin da bambino: senso del dovere, del lavoro e della famiglia. Ma soprattutto il rispetto per le persone con cui si lavora», spiega l'imprenditore. Le tre sorelle, con ruoli distinti ma coesi, portano avanti la missione globale del marchio, oggi esportato in 85 Paesi. L’obiettivo condiviso? Crescere attraverso il rinnovamento: «La nostra passione si è sempre tradotta in creatività e innovazione», spiega Scotti. «Siamo stati i primi in molti ambiti: nel passaggio dal sacchetto di carta agli astucci e poi, negli anni 90, al sottovuoto. E ancora nel lanciare la pasta di riso, il latte, le gallette e gli snack, come i cracker e tutti i prodotti delattosati. Da poco abbiamo anche sviluppato il riso venere, trasformandolo in pasta». Il forte impulso imprenditoriale non conosce riposo e ha portato sempre a grandi traguardi. Uno fra tutti, lo stabilimento centralizzato alle porte di Pavia: un polo industriale risiero innovativo in Europa, esempio di ciclo integrato, dove ogni anno vengono prodotti oltre 2 milioni di quintali di risone, più di 30 milioni di bevande e 16 milioni di confezioni di gallette di riso, a cui si affiancano altri prodotti ready meal. «La progettualità, anche grazie alle mie figlie, continua e il prossimo anno sarà ricco di novità», anticipa l’a.d. Che sottolinea quanto l’evoluzione sia frutto anche di nuovi modi di interpretare il valore di impresa, con l’aumentata attenzione alla sostenibilità, grazie ad applicazioni tecnologiche che coinvolgono processi, packaging e logistica (negli ultimi due anni, per esempio, ha ridotto del 39% le emissioni di CO2»). «Fortunatamente non abbiamo vissuto crisi strutturali, solo problematiche legate a congiunture negative, che poi si sono risolte». In un settore dove la competizione è feroce, Riso Scotti grazie anche alla collaborazione con Ebro Foods, colosso spagnolo che detiene una quota del 40% del capitale, continua a camminare con passo sicuro.
330 milioni di euro
Il fatturato annuo con un utile in crescita, di cui il 35% all‘estero
100 mila
I mq di superficie del polo industriale risiero alle porte di Pavia (25mila mq coperti)
2 milioni
I quintali di risone prodotti all’anno
Riso Scotti Danubio, la riseria gemella che ha sposato i gusti locali
L’internazionalizzazione ha svolto un ruolo importante nel processo di crescita del gruppo Riso Scotti. Soprattutto grazie al progetto agroindustriale Romania, dove Scotti ha impiantato una riseria gemella, con lo scopo di raggiungere un bacino di oltre 16 milioni di consumatori. «Abbiamo portato l’expertise di Riso Scotti Italia, affidandoci a un team locale», spiega l’a.d. Valentina Scotti. Due i pilastri del successo: «un controllo di gestione solido, grazie a un sistema informatico avanzato che permette di monitorare tutto da remoto, e un approccio marketing che ha saputo unire la qualità italiana alle preferenze locali». Da pioniera della risicoltura romena, Riso Scotti Danubio ha rilanciato la coltivazione e la commercializzazione del riso locale, puntando su innovazione e qualità: «dal nuovo packaging “pacco quadro” agli snack e alle gallette di riso, fino ai futuri lanci nel segmento salutistico, siamo pronti per nuovi traguardi». Un ponte solido tra tradizione italiana e spirito rumeno.