Pubblicati su ‘The New England Journal of Medicine’ e illustrati in una presentazione orale all’Annual meeting dell’American society of Clinical oncology (Asco) il 1° giugno 2026 a Chicago i risultati dello studio clinico Herizon-Gea-01, che ha valutato zanidatamab più chemioterapia, con e senza tislelizumab, rispetto al braccio di controllo costituito da trastuzumab più chemioterapia come trattamento di prima linea per l’adenocarcinoma gastroesofageo (Gea) HER2+ avanzato/metastatico.
Tistelizumab in combinazione con zanidatamab e chemioterapia ha dimostrato un beneficio statisticamente significativo in sopravvivenza globale, con un miglioramento di sette mesi nel trattamento di prima linea del carcinoma gastroesofageo HER2-positivo.
Filippo Pietrantonio, responsabile dell’Oncologia medica gastroenterologica alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, ha sottolineato che “i risultati dello studio Herizon-Gea-01 pubblicati su ‘The New England Journal of Medicine’ e presentati all’Asco forniscono nuovi dati riguardo al regime costituito da tislelizumab aggiunto a zanidatamab più chemioterapia, che ha dimostrato un miglioramento significativo degli outcome per i pazienti con adenocarcinoma gastroesofageo HER2-positivo.
In particolare, i risultati di questo studio destinato a cambiare la pratica clinica, mostrano che questo regime ha determinato un beneficio in sopravvivenza anche nei pazienti indipendentemente dal PD-L1 <1%.” Questi i principali risultati pubblicati su The New England Journal of Medicine:
Durata della risposta (Dor): Dor mediana di 20,7 mesi con zanidatamab e tislelizumab più chemioterapia; Dor mediana di 14,3 mesi con zanidatamab più chemioterapia e di 8,3 mesi nel braccio di controllo.
La presentazione orale con nuovi dati all’Asco 2026 dimostra beneficio indipendentemente dallo status PD-L1:
Mark Lanasa, M.D., Ph.D., chief Medical officer, Solid tumors di BeOne Medicines, ha dichiarato che “i risultati dello studio Herizon-Gea-01 rafforzano le evidenze a supporto del ruolo di tislelizumab nel determinare un beneficio sostenuto e statisticamente significativo in sopravvivenza globale. Con una Os mediana superiore a 26 mesi, il braccio contenente tislelizumab si posiziona come un nuovo approccio terapeutico rilevante in una malattia in cui permane un importante bisogno medico insoddisfatto”.
L’adenocarcinoma gastroesofageo (Gea), che comprende i tumori dello stomaco, della giunzione gastroesofagea e dell’esofago, rappresenta il quinto tumore più comune a livello mondiale. Circa il 20% dei pazienti con Gea presenta una malattia HER2-positiva. Questa patologia è caratterizzata da elevata morbilità e mortalità e i pazienti necessitano urgentemente di nuove opzioni terapeutiche. La prognosi complessiva dei pazienti con Gea rimane sfavorevole, con un tasso globale di sopravvivenza a cinque anni inferiore al 30% per il tumore gastrico e pari a circa il 19% per il Gea.