È un racconto tutto al femminile quello che distingue il presente e il futuro di Pisa 1940, anno che segna l’apertura in via Verri, nel cuore di Milano (e di quello che sarebbe poi diventato il Quadrilatero della moda), di una piccola bottega-laboratorio dove i fratelli Osvaldo e Ugo Pisa riparavano orologi per le famiglie della borghesia milanese. Oggi quella bottega è l’elegante e luminoso palazzo della boutique multibrand di Pisa 1940, diventato cognome-sinonimo di alta orologeria e di eccellenza nel servizio di vendita e post-vendita. Un’evoluzione governata da donne: dal 1971 l’impresa è guidata da Maristella e Grazia, figlie di Ugo, e poi da Chiara, figlia di Maristella, terza generazione, oggi amministratrice delegata.

Quando Chiara entra in azienda nel 2006, dopo la laurea in Bocconi e un’esperienza in un brand internazionale del lusso, trova una realtà già di successo, ma ancora familiare nella gestione: da allora il suo lavoro è stato quello di strutturarla come un’impresa moderna, con competenze definite e responsabilità distribuite. «Ho cercato di dare autonomia ai responsabili di area, in modo che l’azienda non dipendesse da una sola persona ma funzionasse come una squadra», ha raccontato in un’intervista. Il percorso di crescita di Pisa 1940 negli ultimi anni è stato costante. Un’espansione che non si è limitata alla dimensione retail ma ha riguardato anche i servizi e l’organizzazione interna. Nel 2020, Pisa Orologeria ha introdotto la piattaforma digitale Pisa Circle e ha poi rafforzato gli strumenti di interazione digitale messi a disposizione dei clienti. «Quando abbiamo deciso di investire nel digitale, non era ancora la norma per realtà come la nostra», ha spiegato Chiara Pisa. «Oggi la tecnologia è un’estensione naturale del servizio: ci permette di mantenere il contatto umano anche a distanza».

Accanto all’orologeria, l’azienda ha sviluppato una divisione interna di gioielleria, lanciata nata nel 2014 con la collezione Lancette e poi ampliata nel Salone dei gioielli del flagship store. Anche qui l’impronta familiare è evidente: la cura del dettaglio e la selezione dei materiali si accompagnano a un linguaggio estetico coerente con la storia del marchio. Alla base di questo percorso resta un’idea di impresa che fonde rigore gestionale e sensibilità artigianale. «Essere la terza generazione significa custodire la tradizione ma anche assumersi la responsabilità di innovare», afferma Chiara Pisa. «Fin dall’inizio ho perseguito un obiettivo preciso: essere gli occhi di chi cerca l’eccellenza della tradizione, del servizio e degli orologi attraverso un rapporto diretto con i collaboratori, i clienti e i fornitori. In questi anni di attività è cresciuta, con un’identità sempre più forte, la cultura dell’azienda familiare: un elemento di unicità, che ci ha permesso di essere riconoscibili e di trasmettere i nostri valori fondanti di umanità e operosità».
15 mq
La dimensione della bottega-laboratorio aperta nel 1940 da Ugo Pisa, al numero 7 di via Verri, a Milano
1.200 mq
L’ampiezza, su tre piani, del flagship store multibrand di Pisa Orologeria in via Verri, a Milano
40
La stima, per difetto, dei marchi orologeri distribuiti dall’azienda
Un anno da record che premia la scelta di continuare a crescere
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Con un flagship store di oltre 1.200 mq in via Verri, tre laboratori e le boutique monomarca Patek Philippe, Vacheron Constantin, A. Lange & Sohne e Hublot, oltre alla storica boutique Rolex di via Montenapoleone, Pisa Orologeria è un punto di riferimento internazionale per i cultori dell’alta orologeria, con un’offerta in store di oltre 40 marchi. Negli anni Pisa 1940 ha anche lanciato il progetto Timeless, dedicato al mercato del secondo polso, con un servizio di valutazione e permuta per orologi di alta gamma. L’azienda, guidata dall’amministratrice delegata Chiara Pisa, terza generazione della famiglia, ha superato per la prima volta nel 2024 i 100 milioni di fatturato (106 milioni), con un +11,25 per cento sul 2023; il 50 per cento dei ricavi proviene da clientela nazionale. In crescita anche la componente gioielli, che oltre al marchio Pisa Diamanti propone brand come Boucheron, Chopard, Piaget, Messika e Emanuele Bicocchi.