Quasi il 60% degli adulti e circa un bambino su tre in Europa sono sovrappeso o vivono con obesità. Lo stigma e un linguaggio impreciso rendono più difficile l’accesso alle cure e peggiorano la qualità della vita delle persone. Per affrontare questo problema, in occasione del World obesity day, la Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla patologia, promossa dalla World obesity federation, ‘Parole O_Stili’ in collaborazione con Lilly, lancia il primo glossario europeo che promuove un linguaggio più rispettoso, inclusivo e accurato quando si parla di obesità, fornendo strumenti concreti a media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini.
‘Non c’è forma più corretta’ raccoglie e approfondisce venticinque parole e concetti chiave, quali ‘body shaming’, ‘grassofobia’, ‘stigma clinico’, ‘taglia forte’. Per ciascuna espressione, la raccolta evidenzia giudizi offensivi e denigratori e commenti – anche di uso comune e apparentemente positivi – che risultano in realtà inappropriati e ledono la sensibilità altrui. Spiegato ciascun termine, il glossario invita a riflettere sull’impatto che l’uso di determinate parole potrebbe avere, incentivando scelte linguistiche inclusive e rispettose.
A partire da oggi il glossario, pubblicato lo scorso anno in lingua italiana con il patrocinio dell’Associazione pazienti amici obesi, sarà disponibile in altre tre lingue europee – polacco, rumeno e ceco – e presto anche in croato e ungherese. Inoltre, in tutti i Paesi coinvolti, le associazioni pazienti sono attivamente impegnate nel conferire il proprio endorsement al progetto, con l’obiettivo di ampliare il dialogo oltre i confini nazionali e promuovere una cultura della cura condivisa.
Rosy Russo, presidente di ‘Parole O_Stili’, commenta: “Le parole hanno un peso reale: possono ferire, escludere o colpevolizzare chi vive con obesità, ma possono anche diventare strumenti di cura. Con questo glossario vogliamo offrire strumenti linguistici consapevoli e rispettosi, perché cambiare le parole è il primo passo per cambiare lo sguardo e restituire dignità alle persone”.
L’obesità è definita dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come una malattia cronica complessa e multifattoriale, determinata dall’interazione di fattori biologici, genetici, ambientali, sociali e culturali. Non è riducibile a una questione di responsabilità individuale, ma nel racconto pubblico resta spesso associata a colpa o mancanza di volontà.
Secondo l’Istituto superiore di sanità (Iss), lo stigma legato all’obesità influisce negativamente sull’accesso alle cure, sulla qualità delle diagnosi e sull’aderenza ai trattamenti. Le persone che vivono con obesità riportano esperienze frequenti di giudizio o semplificazione clinica, che possono portare a ritardare diagnostici o evitare la presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Lo stigma colpisce così in modo sproporzionato chi è già esposto a fragilità sociali, economiche e culturali, aggravando le disuguaglianze nella salute.
“Lo stigma associato alla patologia continua a rappresentare una delle principali barriere per le persone con obesità. In questo contesto, il linguaggio che utilizziamo ha un ruolo determinante: può favorire accoglienza e sostegno, oppure alimentare esclusione e giudizio – dichiara Federico Villa (nella foto) ass. vice president Corporate affairs & Patient access Lilly Italy hub – In occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’obesità, la diffusione europea del glossario ‘Non c’è forma più corretta’, una guida al linguaggio rispettoso e inclusivo, rappresenta un passo concreto per sensibilizzare sul tema e riaffermare la responsabilità che come azienda sentiamo verso chi vive con obesità e verso il sistema salute nel suo complesso”.
Per lanciare l’iniziativa, Parole O_Stili e Lilly hanno pubblicato anche un video-manifesto, che sarà disponibile a partire dal 4 marzo sui canali social e al quale seguirà una campagna digital pensata per sensibilizzare sull’importanza di un linguaggio consapevole e rispettoso quando si parla di obesità. Il video-manifesto traduce in forma visiva il senso del progetto: richiama la responsabilità delle parole nel racconto dell’obesità e invita a superare stereotipi e semplificazioni che alimentano stigma e giudizio. Un invito a riconoscere che il linguaggio è parte integrante di una cultura della cura.
Il glossario è disponibile online per consultazione da parte di media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini: un passo concreto per migliorare la comunicazione pubblica e ridurre lo stigma legato all’obesità. Ogni traduzione è stata realizzata secondo linee guida linguistiche condivise, curate da Parole O_Stili, con la supervisione di Lilly; è inoltre in corso la validazione delle associazioni di pazienti locali, per garantire coerenza culturale e sensibilità dei diversi Paesi.