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Orologeria di lusso, cosa aspettarsi dal mercato nel 2026

26/01/2026 15:58

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Orologeria di lusso, cosa aspettarsi dal mercato nel 2026

Il mercato dell’orologeria di lusso ha attraversato negli ultimi anni una fase di profonda discontinuità, difficilmente paragonabile a quanto osservato in precedenza. Tra il 2020 e il 2022 il settore è stato interessato da una accelerazione senza precedenti, frutto di una combinazione di fattori straordinari che hanno alterato in modo significativo i tradizionali equilibri tra domanda e offerta. L’elevata liquidità presente nei mercati finanziari, favorita da politiche monetarie espansive e da una riduzione delle opportunità di spesa in molti ambiti del consumo, ha spinto una parte dei capitali verso beni considerati alternativi e tangibili. Parallelamente, le difficoltà produttive e logistiche legate alla pandemia hanno limitato la disponibilità di numerose referenze, in particolare per alcuni marchi e modelli già caratterizzati da una distribuzione selettiva o da volumi contenuti. In questo contesto, l’orologio di lusso ha progressivamente assunto il ruolo di bene di rifugio atipico, sostenuto più dalle aspettative di rivalutazione che da una valutazione oggettiva delle sue caratteristiche industriali e funzionali. Le conseguenze sono state evidenti nel biennio 2020–2022, segnato da tensioni speculative diffuse, incrementi di prezzo generalizzati e da un’espansione anomala del mercato secondario, spesso guidata dal sentiment e dalla percezione di scarsità più che dai fondamentali del prodotto. A partire dal 2023 il settore ha avviato un progressivo riequilibrio, accompagnato da una normalizzazione delle dinamiche di prezzo e da una domanda più selettiva e consapevole. Questo processo ha riportato l’attenzione su elementi strutturali come la sostenibilità degli aumenti di listino, la coerenza tra produzione e posizionamento dei marchi e la necessità di distinguere tra crescita nominale e valore reale. In vista del 2026, il mercato dell’orologeria di lusso si inserisce quindi in un contesto più razionale e maturo, nel quale l’analisi delle prospettive future richiede un approccio strutturato, capace di valutare la sostenibilità economica del settore nel medio periodo e di separare i fenomeni congiunturali dalle tendenze di lungo termine.

Dimensioni del mercato e quadro di riferimento globale

Il mercato globale dell’orologeria di lusso si colloca oggi su dimensioni ancora rilevanti, ma con una traiettoria di crescita profondamente diversa rispetto a quella osservata nel periodo di massima espansione. Le principali analisi di settore indicano un valore complessivo superiore ai 40 miliardi di dollari, con proiezioni che stimano un’espansione graduale nei prossimi anni, accompagnata da un tasso di crescita moderato e più vicino alle dinamiche storiche del comparto (fonte: Grand View Research, Luxury Watch Market). Questo dato segnala un passaggio chiave per il settore, che nel percorso verso il 2026 sembra allontanarsi da una logica di crescita eccezionale per rientrare in un contesto più industriale e strutturato. La crescita prevista non è più trainata da fattori straordinari o da comportamenti speculativi diffusi, ma dalla capacità dei marchi di mantenere un equilibrio sostenibile tra produzione, posizionamento e domanda effettiva. In questo scenario, la distinzione tra crescita nominale e valore reale assume un ruolo centrale, poiché l’aumento dei fatturati non coincide necessariamente con un rafforzamento strutturale del mercato. L’orizzonte del 2026 si configura quindi come una fase di consolidamento, in cui la solidità economica del settore dipenderà sempre più dalla coerenza delle strategie industriali e dalla capacità di adattarsi a un contesto macroeconomico meno espansivo ma più prevedibile.

Inflazione dei listini e sostenibilità del prodotto nuovo

Uno degli elementi più rilevanti che emergono dall’analisi del mercato dell’orologeria di lusso riguarda l’incremento significativo dei prezzi di listino registrato nell’ultimo decennio, con un’accelerazione particolarmente evidente nel periodo post-pandemico. In molti casi, gli aumenti cumulati hanno superato ampiamente la crescita dei redditi reali, soprattutto nei mercati europei, determinando una progressiva riduzione dell’accessibilità del prodotto nuovo. Questo scollamento tra prezzi e potere d’acquisto ha inciso in modo diretto sulla struttura della domanda, rendendo il mercato sempre più selettivo e polarizzato. Gli incrementi di prezzo non sono stati accompagnati, nella percezione del consumatore, da un cambiamento altrettanto marcato nel posizionamento del prodotto o nel suo valore d’uso, generando interrogativi sulla sostenibilità economica di tali dinamiche nel medio periodo. In vista del 2026, il tema non riguarda tanto la possibilità di ulteriori aumenti, quanto la capacità dei marchi di difendere listini elevati in un contesto macroeconomico meno espansivo e caratterizzato da una maggiore attenzione al rapporto tra prezzo e valore reale.

Il ruolo crescente del mercato del secondo polso

Nel contesto di progressiva razionalizzazione del settore, il mercato degli orologi di lusso di seconda mano ha assunto un ruolo sempre più centrale all’interno dell’equilibrio complessivo. La crescita del secondo polso non rappresenta una semplice alternativa al mercato primario, ma una risposta strutturale alle dinamiche di prezzo e di accessibilità del prodotto nuovo. L’assenza della svalutazione immediata tipica dell’acquisto in boutique, unita a una maggiore trasparenza dei prezzi e alla possibilità di confrontare rapidamente referenze equivalenti, ha reso il mercato secondario una scelta economicamente razionale per una quota crescente di acquirenti. Secondo l’osservazione di operatori attivi nel mercato del secondo polso, come Alantino Sponta, fondatore di PlusWatch, il processo di riequilibrio attualmente in corso sta progressivamente riportando l’attenzione su criteri più oggettivi di valutazione dell’orologio, legati a condizioni, completezza del corredo e coerenza di prezzo, riducendo il peso delle dinamiche speculative che avevano caratterizzato il periodo di maggiore espansione. In prospettiva 2026, il secondo polso tende quindi a consolidarsi come componente strutturale del mercato dell’orologeria di lusso, contribuendo a una maggiore stabilità dei valori e a un approccio più consapevole all’acquisto.

Prezzo, valore e cambiamento del comportamento dei consumatori

Il progressivo riequilibrio del mercato ha determinato un cambiamento significativo nel rapporto tra prezzo e valore percepito. Nel contesto attuale, il prezzo di un orologio di lusso non viene più accettato come indicatore automatico del suo valore economico o della sua capacità di conservarlo nel tempo. I consumatori mostrano una crescente attenzione a fattori concreti e verificabili, come lo stato di conservazione, la presenza della documentazione originale, la tracciabilità della provenienza e la coerenza del posizionamento rispetto al mercato. Questo approccio riflette una maggiore maturità della domanda, meno orientata all’acquisto impulsivo e più focalizzata su valutazioni ponderate. In vista del 2026, il valore dell’orologio tende quindi a essere sempre meno implicito nel marchio e sempre più legato alla qualità effettiva del prodotto e del processo di vendita, riducendo l’impatto delle dinamiche speculative che hanno caratterizzato il passato recente.

Verso un nuovo equilibrio del mercato nel 2026

Le prospettive del mercato dell’orologeria di lusso verso il 2026 si inseriscono in uno scenario profondamente diverso rispetto a quello emerso nel biennio di massima espansione. La fase caratterizzata da eccessi di liquidità, tensioni speculative e incrementi di prezzo generalizzati sembra ormai alle spalle, lasciando spazio a un contesto più razionale e selettivo, nel quale il valore dell’orologio torna a essere valutato su basi concrete. Il mercato non appare in contrazione, ma in fase di maturazione, con dinamiche di crescita più contenute e una domanda maggiormente orientata alla sostenibilità economica degli acquisti. In questo nuovo equilibrio, la distinzione tra crescita nominale e valore reale diventa centrale, così come la capacità del settore di adattarsi a un potere d’acquisto meno espansivo rispetto al passato. Il 2026 si profila quindi come un anno di consolidamento, nel quale l’orologeria di lusso tende a perdere le connotazioni speculative diffuse per riaffermarsi come comparto industriale solido, fondato su qualità, coerenza di prezzo e tenuta nel tempo. In questo contesto, l’orologio non si configura più come strumento di rivalutazione automatica, ma come bene durevole, il cui valore dipende da fattori misurabili e da scelte di acquisto sempre più consapevoli.


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