Milano-Cortina 2026 non rappresenta soltanto una straordinaria vetrina sportiva internazionale, ma anche un banco di prova concreto per il sistema sanitario lombardo. È da questa consapevolezza che nasce ‘Oltre il traguardo: la Lombardia che cura’: l’evento promosso da BeOne Medicines e ospitato nella Sala Ghilardotti di Palazzo Pirelli è dedicato a riflettere in merito all’ eredità organizzativa, clinica e territoriale lasciata dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.
Al centro del confronto, il modello lombardo di sanità in rete: una rete fatta di integrazione tra ospedali e territorio, collaborazione tra pubblico e privato, coordinamento tra emergenza-urgenza, presidi di comunità, innovazione digitale e percorsi di presa in carico del paziente. L’esperienza maturata durante Milano-Cortina 2026 viene così letta come un patrimonio di competenze da mettere a sistema e trasformare in modello strutturale, capace di rafforzare la capacità di risposta sanitaria non soltanto nei contesti emergenziali o ad alta complessità, ma anche nella gestione quotidiana dei percorsi di cura e delle cronicità.
L’iniziativa si è aperta con i saluti istituzionali del presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia Emanuele Monti; della vicepresidente della Commissione I Bilancio e programmazione e componente della Commissione VII Cultura, ricerca e innovazione, sport, comunicazione Chiara Valcepina e del direttore generale Welfare di Regione Lombardia Mario Melazzini.
“Milano-Cortina 2026 ha dimostrato quanto sia fondamentale investire su una sanità capace di lavorare in rete, valorizzando le eccellenze territoriali e costruendo connessioni stabili tra ospedali, territorio, emergenza-urgenza e innovazione – dichiara Chiara Valcepina – La vera eredità dei Giochi è la possibilità di trasformare questa esperienza in un modello permanente di presa in carico e cura dei cittadini”. Nel corso della mattinata sono stati presentati i dati raccolti durante Milano-Cortina 2026 relativi all’impatto sulla salute, sull’organizzazione sanitaria e sui percorsi clinici, con un approfondimento dedicato al “modello Niguarda”, paradigma di integrazione tra ospedale metropolitano, rete territoriale e sistema emergenziale.
È intervenuto in tal senso Alberto Zoli, Medical care manager Lombardia per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026: “La gestione sanitaria di un evento internazionale come Milano-Cortina 2026 ha richiesto una capacità di coordinamento senza precedenti tra grandi ospedali metropolitani, altri enti del Sistema Sanitario Regionale, strutture territoriali, servizi di emergenza e professionisti sanitari. Abbiamo costruito una rete estesa che oggi rappresenta un modello replicabile anche nella gestione ordinaria dei pazienti, soprattutto nei percorsi di continuità assistenziale e presa in carico delle fragilità: un bell'esempio di legacy efficace”.
Ampio spazio è stato dedicato al talk show multistakeholder ‘Sistemi sanitari, sport e risposta clinica’, che ha riunito rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari e stakeholder del mondo sportivo per riflettere sulle trasformazioni in atto nella sanità lombarda. Tra i temi al centro del dibattito: il ruolo dello sport come leva di prevenzione e promozione di corretti stili di vita; l’evoluzione dei modelli di cura e presa in carico del paziente; il rafforzamento della medicina territoriale; il contributo della telemedicina e dell’innovazione digitale; il valore della collaborazione pubblico-privato nella costruzione di percorsi sanitari integrati ed equi.
“L’esperienza olimpica ha evidenziato come la qualità della risposta sanitaria dipenda dalla capacità di fare squadra tra istituzioni, sistema sanitario, territorio e mondo dello sport – ha affermato Emanuele Monti – Regione Lombardia ha oggi l’opportunità di consolidare un modello che mette al centro il paziente, favorendo prossimità delle cure, prevenzione e continuità assistenziale”.
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alle reti oncologiche ed ematologiche regionali, considerate esperienze avanzate di integrazione clinica e multidisciplinare, così come ai modelli di gestione delle cronicità e dei follow-up territoriali.
“In BeOne Medicines crediamo in una collaborazione strutturata e continuativa con le istituzioni per trasformare l’esperienza di Milano-Cortina 2026 in un modello duraturo di cultura organizzativa – ha dichiarato Marco Sartori, general manager di BeOne Medicines – Favorire un dialogo concreto e tradurre le priorità condivise in azioni è un passaggio chiave per sostenere una sanità sempre più integrata, capace di coniugare innovazione, eccellenza clinica, sostenibilità e umanizzazione delle cure”.
L’evento si propone così come un momento di confronto e restituzione dedicato non soltanto ai risultati raggiunti durante i Giochi, ma soprattutto alla costruzione di una visione di lungo periodo: una Lombardia che, oltre il traguardo sportivo, sappia continuare a investire su una sanità di rete, inclusiva, innovativa e orientata alla cura della persona.