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A cura della redazione di Capital

Più doveri che diritti, l’impresa cresce nella responsabilità

Dal numero speciale di Capital dedicato agli imprenditori che proseguono e sviluppano il successo dei genitori: la famiglia allargata di Olmo

di Emanuele Elli
11/12/2025 02:00

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Più doveri che diritti, l’impresa cresce nella responsabilità
Filippo Olmo, Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo

Più che una fabbrica, la Olmo di Comun Nuovo, nella bergamasca, somiglia a una stazione, dove si muovono su rotaie, come vagoni colorati, parallelepipedi di poliuretano lunghi 60 metri. Ognuno è differente per densità e proprietà e soddisfa le richieste delle industrie più diverse, dall’arredo all’automotive, all’abbigliamento. Lavorare il poliuretano espanso su grandi quantità, e in queste dimensioni, è solo una delle intuizioni lasciate in eredità da Giuseppe Olmo. Nato a Celle Ligure nel 1911, Olmo fu campione di ciclismo, medaglia olimpica, fondatore, nel 1939, della Olmo Cicli e poi tra i primi a investire nei nuovi materiali sintetici. Oggi, con oltre 100 formulazioni e 250 formati, la Olmo Giuseppe S.p.a. è il primo produttore italiano di poliuretani espansi e schiume e leader mondiale. Se questo è il core business, il perimetro del gruppo negli anni si è allargato, comprendendo altre aziende del settore, come Toscana Gomma, e realtà del comparto turistico come la Tenuta di Artimino, in Toscana.

Una diversificazione e un allargamento che ha accolto e favorito la coesistenza di diverse generazioni degli Olmo, a cominciare da Luigi, nipote del fondatore e attuale presidente della holding San Diego. «Sono stato coinvolto piuttosto presto da mio zio in fabbrica», ricorda. «All’inizio mi ha dato molta fiducia, ma controllava tutto; quando poi mi ha lasciato libero, però, ho avuto un campo d’azione molto ampio. Allo stesso modo cerchiamo di fare con le nuove generazioni, anche se la situazione oggi si è molto complicata: i fondatori erano cinque, della mia generazione siamo nove, di quella di mio figlio Filippo sono in 16, con la quarta arriviamo a 34. Non tutti vogliono lavorare in azienda, ma occorre comunque dotarsi di nuove regole». «I valori della famiglia ci tengono uniti, ma oggi facciamo fatica a ritrovarci tutti intorno a un tavolo», prosegue Annabella Pascale, cugina di Luigi e presidente della Fondazione Giuseppe Olmo. «Per questo stiamo definendo un programma per dare, ai familiari che lo volessero, la possibilità di fare stage o internship, conoscere le diverse realtà e ragionare su come poter essere utile. La decisione finale di un eventuale inserimento spetterà comunque ai responsabili delle singole aziende».

Nessuna costrizione, insomma, ma nemmeno nessun diritto acquisito. «I diritti li hai come azionista», obietta Filippo Olmo, figlio di Luigi, «ma se diventi operativo, hai soprattutto dei doveri nei confronti dell’azienda. Nell’attuale cambio generazionale in atto, la linea è quella di sostituire le persone solo con professionisti estremamente preparati e che sposino la filosofia aziendale». Un compito non facile quando si ha un’eredità «geniale» da perpetuare. «Nel nostro ambito cerchiamo di innovare continuamente», conclude il presidente Luigi. «Oggi abbiamo materiali ricavati da scarti, super traspiranti o idrorepellenti, e persino una schiuma che sostituisce il terreno in zone aride o coltivazioni extraterrestri». Se un prodotto Olmo finirà su Marte, l’eredità del fondatore sarà più che onorata.

I numeri di Olmo Group

1939

L’anno di nascita della Olmo Cicli, a Celle Ligure (Sv)

100

Le diverse ricette di poliuretani e schiume prodotte dalla Giuseppe Olmo di Comun Nuovo (Bg)

1989

L’anno dell’acquisto di Tenuta Artimino, in Toscana, sede di una cantina vinicola e di un resort gestito dal gruppo Mélia

Dal design al vino, alla solidarietà, quanti progetti nella nuova Fondazione

«Abbiamo voluto onorare i valori e la figura del fondatore creando una Fondazione a lui intitolata per restituire alla società una parte della fortuna ricevuta e creata dalle sue imprese», racconta Annabella Pascale, presidente della Fondazione Giuseppe Olmo e a.d. di Tenuta Artimino insieme a un altro cugino, Francesco Spotorno Olmo. «La fondazione, con sede nella storica Villa La Ferdinanda della Tenuta di Artimino (in foto, a sinistra), si è dotata di un programma che comprende progetti di formazione culturale in diversi ambiti, dal vino al design, dallo sport alla solidarietà. «Ci piacerebbe realizzare anche un archivio storico del gruppo, e riqualificare con questo la fabbrica storica di Celle Ligure».


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