The New England Journal of Medicine (Nejm) ha pubblicato i risultati dell'analisi dettagliata dello studio di fase III Allegory di Roche, che valuta l’efficacia e la sicurezza di obinutuzumab in adulti affetti da lupus eritematoso sistemico (Les), una patologia autoimmune complessa che colpisce oltre tre milioni di persone nel mondo, prevalentemente donne in età fertile. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario, dimostrando un beneficio statisticamente significativo e clinicamente rilevante. Nello specifico:
Il profilo di sicurezza del farmaco è risultato coerente con quanto già noto, senza nuovi segnali di sicurezza. “Il lupus è una malattia autoimmune complessa che richiede strategie mirate per prevenire danni d’organo irreversibili. In questo contesto, i dati dello studio Allegory, confermando quanto già visto nello studio Regency per la nefrite lupica, evidenziano il ruolo di obinutuzumab come rilevante soluzione terapeutica, capace di offrire un controllo efficace della malattia con un profilo di sicurezza favorevole e ben definito”, afferma Andrea Doria, presidente della Società italiana di reumatologia (Sir).
Obinutuzumab è un anticorpo monoclonale di Tipo II progettato per colpire direttamente le cellule B, responsabili dell'infiammazione nel Les. Se approvato dalle autorità regolatorie (attualmente in discussione con Fda ed Ema), rappresenterebbe la prima terapia anti-CD20 di tipo II per il lupus6, segnando un potenziale nuovo standard di cura.
“Lo studio Allegory su obinutuzumab rappresenta uno dei successi più significativi negli ultimi anni nelle fasi avanzate di sviluppo per il trattamento dei pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES), mostrando prove importanti del fatto che il targeting delle cellule B può apportare riduzioni significative dell’attività della malattia – ha dichiarato Richard Furie, Md, chief of the Division of Rheumatology presso Northwell Health e professore all’Institute of molecular medicine dei Feinstein institutes for medical research – Con lo studio Allegory, stiamo osservando il potenziale di ottenere un controllo della malattia più robusto e duraturo, con una minore dipendenza dai corticosteroidi. Questi benefici sono molto importanti per pazienti, medici e famiglie, e testimoniano come obinutuzumab possa essere un passo avanti significativo nel trattamento di questa malattia autoimmune”.
Il Les è una patologia cronica dai sintomi variabili che può richiedere anni per una diagnosi accurata. Circa la metà dei pazienti sviluppa nefrite lupica entro cinque anni, una complicazione renale che può portare all'insufficienza d'organo.
“Per decenni, le persone affette da Les hanno dovuto affrontare un ciclo di attività di malattia imprevedibile, opzioni terapeutiche limitate e un peso a lungo termine dovuto ai corticosteroidi. I risultati dello studio Allegory dimostrano che obinutuzumab può fornire un controllo della malattia significativo, clinicamente rilevante e duraturo, elemento fondamentale per prevenire danni potenzialmente letali agli organi vitali – ha affermato Levi Garraway, Md, PhD, chief Medical officer di Roche e head of Global product development – Non vediamo l’ora di collaborare con le autorità sanitarie di tutto il mondo per portare questo trattamento potenzialmente trasformativo ai pazienti con lupus il più rapidamente possibile”.
Allegory è parte di un programma di sviluppo clinico più ampio che include gli studi positivi di fase III Regency (nefrite lupica), INShore (sindrome nefrosica idiopatica) e Majesty (nefropatia membranosa primaria), confermando il potenziale di obinutuzumab in un ampio spettro di patologie immuno-mediate.
Obinutuzumab è stato approvato da Fda (negli Stati Uniti) e da Ema (nell’Unione Europea) per il trattamento degli adulti con nefrite lupica attiva, sulla base dei dati degli studi Regency e Nobility, ed è attualmente oggetto di valutazione in uno studio globale di fase II su bambini e adolescenti con nefrite lupica10-11. Oltre a obinutuzumab, Roche dispone di una pipeline ampia, in linea con la nostra ambizione di essere leader nel campo dell’immunologia, in particolare nelle malattie renali e reumatologiche immuno-mediate.