Se in un ideale grafico di difficoltà della successione ai vertici di un’azienda si mettesse a un estremo la serie tv Succession, all’estremità opposta potrebbe benissimo esserci Nonino. Di là un mondo di uomini senza scrupoli, nel quale nessuno guarda in faccia nessuno e il tradimento è all’ordine del giorno, di qua la continuità apparentemente senza inciampi di una storia arrivata ormai alla sesta generazione. E l’avverbio «apparentemente» serve solo a sintetizzare un onesto pensiero di Antonella Nonino, che insieme alle sorelle Elisabetta e Cristina fa parte della quinta generazione attualmente alla guida dell’azienda di famiglia diventata sinonimo di grappa: «Non si pensi che siano solo rose e fiori: lavorare in famiglia è molto complicato, ma la condivisione dei valori e l’amore per la grappa continuano a tenerci tutti uniti».
Succede così fin dal 1897, ovvero l’anno in cui Orazio Nonino stabilisce a Ronchi di Percoto la sede della distilleria fino ad allora esistita sotto forma di alambicco itinerante montato su ruote. Oggi, azienda e casa Nonino sono ancora affiancate, e i locali della prima sono una sorta di continuazione della seconda. Continua Cristina: «Per noi è sempre stata una cosa normale vivere quotidianamente i ritmi della produzione, fin da quando, bambine, andavamo con la mamma a trovare i vignaioli per vedere se l’uva era matura. Poi, crescendo, si inizia a entrare in azienda, ma dandosi da fare con le piccole cose, perché è assorbendo i piccoli dettagli che apprendi come fare la grappa». E se, come dice Elisabetta: «La grappa è come un membro della famiglia», va da sé che la continuità è come un dato di fatto immodificabile.

Attenzione, però, queste radici secolari (che portano ancora oggi a distillare con metodo assolutamente tradizionale, tanto da poterlo scrivere in etichetta) non significano resistenza al cambiamento, anzi: Nonino si è sempre contraddistinta per la forza innovativa, a partire da quando, nel 1973, Benito e Giannola Nonino crearono la prima grappa Monovitigno, rivoluzionando il mondo della grappa, per arrivare al 2007, quando l’azienda si aprì in maniera definitiva al mondo della mixology. «All’inizio ci prendevano per matti», ricorda Antonella. «Oggi abbiamo lavorato con i migliori bartender e tutti ci stanno seguendo». Potere di una storia affascinante che parla con il lessico familiare di chi da sempre sa che solo gli alberi con radici ben salde possono spingere i rami sempre più lontano.
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Gli anni del Premio Nonino, ideato nel 1975 con lo scopo di «stimolare, premiare e far ufficialmente riconoscere gli antichi vitigni autoctoni friulani»
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Le generazioni della famiglia Nonino che sono state in azienda, compresa la giovane nipote Francesca
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Gli alambicchi discontinui a vapore in rame in ciascuna delle cinque distillerie artigianali