Una macchina per cucire di seconda mano, un martello, quattro paia di forbici e un monolocale in affitto a Taranto. Nasceva così, 66 anni fa, il primo divano Natuzzi. E iniziava un’avventura imprenditoriale che, attraverso le tappe dell’industrializzazione degli anni Sessanta e Settanta, il trasferimento della sede a Santeramo in Colle, la quotazione a Wall Street nel 1993 (un traguardo unico per un’azienda italiana del settore) e l’espansione sui mercati di Nord America e Medio Oriente, ha dato vita a una multinazionale con oltre 300 milioni di euro di fatturato e una presenza in più di 120 Paesi.

Fin dagli esordi, la forza del gruppo fondato da Pasquale Natuzzi, classe 1940, in quel piccolo appartamento tarantino, è stata la capacità di unire design, artigianalità italiana, efficienza industriale e vocazione internazionale: oggi il 90% delle vendite proviene dall’estero. La crescita dell’azienda è stata accompagnata da investimenti costanti in ricerca e sviluppo. Il Centro Stile lavora su collezioni che fondono materiali innovativi, estetica e funzionalità, con un’attenzione particolare all’ergonomia e a un concetto di lusso accessibile. La produzione segue una filiera integrata, che gestisce ogni fase del processo: dalla selezione delle materie prime all’assistenza post-vendita.
La storia recente di Natuzzi è stata marcata dal tema del passaggio generazionale. Ed è la dimostrazione di come un momento cruciale, se gestito in modo programmato e condiviso, possa essere motore di rinnovamento e sviluppo. Pasquale Natuzzi (che rimane executive chairman e ceo), sta progressivamente affidando sempre più responsabilità ai figli: quattro su cinque oggi sono in azienda. Nunzia, dopo aver dato un importante contributo nell’ambito delle risorse umane, oggi si dedica a progetti speciali volti a promuovere e consolidare la cultura aziendale, Annamaria a capo del Centro Stile, dà vita a progetti che fondono design e artigianalità custodendo con rigore lo stile Natuzzi, Pasquale Junior guida la divisione project & contract portando l’esperienza e la capacità progettuale dell’azienda anche nel settore residenziale, hospitality e leisure, Marco nella direzione Afc supporta le scelte strategiche legate agli asset tecnologici e finanziari mentre Ines prosegue con successo il suo periodo di formazione universitario.
Negli ultimi anni, Natuzzi ha affrontato uno degli snodi più complessi della sua storia recente, segnato dai dazi statunitensi e dal calo del dollaro. L’azienda ha avviato nuovi piani industriali mirati a rafforzare competitività e sostenibilità: maggiore flessibilità produttiva, rilancio delle sedi strategiche, ottimizzazione della filiera, e una crescente attenzione alla gestione delle risorse umane e allo sviluppo sostenibile.
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I negozi monomarca nel mondo, una rete globale che distribuisce i prodotti Natuzzi in oltre 120 Paesi e cinque continenti
318,8 milioni di euro
Il fatturato realizzato nel 2024
3.396
Il numero dei collaboratori che lavorano per il gruppo
Due marchi sinonimo di arredo per le case di tutto il mondo

Il modello commerciale di Natuzzi si sviluppa attorno a due marchi principali. Natuzzi Italia rappresenta lo stile di vita mediterraneo con una collezione di arredi di lusso dal design esclusivo, realizzati in Italia e arricchiti da collaborazioni con designer di fama internazionale come Marcel Wander, Ross Lovegrove e Fabio Novembre. La proposta si distingue per ricerca dei materiali e per un uso di palette cromatiche che creino atmosfere eleganti e accoglienti. Natuzzi Editions punta su qualità e comfort, offrendo divani versatili e innovativi. La produzione è distribuita in stabilimenti in Romania, Cina, Usa e Brasile, garantendo efficienza, sostenibilità e controllo della filiera. Accanto a questi brand, si colloca Divani&Divani by Natuzzi. Inizialmente focalizzata su divani, poltrone e complementi d’arredo, oggi la collezione include anche soluzioni per la zona notte, con focus su funzionalità, innovazione e design accessibile.