Dalla provincia novarese a una presenza in oltre settanta Paesi, la storia di Mirato racconta come un’intuizione nata nel 1962 possa trasformarsi in una delle principali realtà italiane del personal care e beauty. Fondata a Landiona da Corrado Ravanelli, l’azienda è cresciuta attorno a marchi come Malizia, Clinians, Geomar, Intesa, I Provenzali, Splend’Or e Breeze.
Alla guida c’è Fabio Ravanelli, figlio del fondatore, presidente e ceo, nominato cavaliere del Lavoro nel 2024. La sua direzione ha accompagnato Mirato in una fase di espansione che ha portato il gruppo a consolidare risultati e a definire una strategia industriale nuova. «Essere un’azienda familiare non significa guardare al passato: significa avere una responsabilità verso il futuro. Il passaggio generazionale ci ha permesso di evolvere il modello di business, passando dall’integrazione di singoli marchi alla creazione di una vera e propria federazione di aziende italiane», spiega. Un’impostazione che privilegia le sinergie produttive e la tutela delle competenze interne, con l’obiettivo di rafforzare il made in Italy senza snaturarne la struttura.

L’approccio federativo ha già trovato espressione concreta con le acquisizioni di Tintolav, specialista nei prodotti per lavanderie professionali, e di Alga Bio, attiva nella detergenza ecologica. In entrambe le operazioni Mirato ha scelto di preservare management e know-how, puntando su un modello che genera valore industriale e favorisce l’integrazione tecnologica. «Il nostro obiettivo è crescere senza snaturare ciò che siamo: produzioni interne, supply chain controllata, investimenti continui in tecnologia e talenti», aggiunge.
Oggi la produzione è concentrata in tre siti italiani. A Landiona, lo stabilimento Mirato ha superato i 60 milioni di pezzi annui, di cui 14 milioni di lacche; nella stessa località opera Mil Mil, con 100 milioni di pezzi tra bagnoschiuma e ricariche eco; mentre il saponificio Gianasso, in Liguria, ha prodotto oltre 10 milioni di pezzi, inclusi 3 milioni di saponi solidi naturali. La prospettiva è rivolta ai mercati esteri, oggi pari al 20% del fatturato, con l’intenzione di consolidare la presenza in Cina e aprire un presidio in India. «L’espansione internazionale sarà sempre più strategica», sottolinea Ravanelli: «Guardiamo ai prossimi anni con una convinzione: si vince quando si sanno far convivere tradizione industriale e innovazione. Mirato nasce da un’idea imprenditoriale e continua a crescere grazie alle persone che ogni giorno la rendono possibile».
290 milioni
I ricavi lordi del 2024 (il 6% in più dell’anno precedente)
160 milioni
I pezzi della produzione annua dei tre stabilimenti italiani
600
I dipendenti del gruppo
Un portafoglio con 17 marchi esportati in oltre 70 Paesi

Mirato ha registrato nel 2024 ricavi lordi per 290 milioni di euro, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. Nel 2025 il perimetro complessivo raggiunge 315 milioni di euro, includendo i 25 milioni generati dalle nuove acquisizioni di Tintolav e Alga Bio. Il margine operativo lordo segna un aumento del 14%. La produzione complessiva supera i 160 milioni di pezzi l’anno, distribuiti tra i tre stabilimenti italiani: Landiona, con gli impianti Mirato e Mil Mil, e il saponificio Gianasso in Liguria. I prodotti vengono esportati in oltre 70 Paesi.
Il gruppo conta più di 600 dipendenti, di cui 500 in Italia, e sviluppa ogni anno oltre 250 nuovi articoli. L’introduzione di sistemi di automazione e l’uso dell’intelligenza artificiale nei processi industriali segnano il percorso verso una maggiore efficienza e sicurezza digitale. Con un portafoglio di 17 marchi e una rete produttiva interamente italiana, continua a rappresentare una delle realtà di riferimento del personal care.