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Milano Cortina 2026, le Olimpiadi phygital che ridefiniscono lo sport globale

L’esperto di comunicazione Luca Matteo Barberis analizza come piattaforme digitali, fan journey integrati e tecnologie immersive stiano trasformando l’esperienza olimpica, aprendo nuovi scenari per sponsor e investitori.

23/01/2026 10:08

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Milano Cortina 2026, le Olimpiadi phygital che ridefiniscono lo sport globale

Milano-Cortina 2026 non sarà soltanto un grande evento sportivo, ma un banco di prova per una trasformazione strutturale del modello economico delle Olimpiadi. Per la prima volta, la dimensione digitale non viene concepita come supporto alla competizione, ma come parte integrante del valore finanziario dell’evento. Un passaggio che segna l’ingresso definitivo dei Giochi nell’era dei cosiddetti “phygital events”, dove esperienza fisica e infrastruttura digitale si fondono in un unico ecosistema economico.

A differenza delle edizioni precedenti, l’Olimpiade Milano-Cortina si inserisce in un contesto profondamente trasformato dalla digitalizzazione dei consumi culturali, dalla frammentazione dell’attenzione e dall’evoluzione del rapporto tra brand, pubblico e territori.

Secondo le stime del Comitato Olimpico Internazionale, oltre il 75% del pubblico globale che seguirà Milano-Cortina 2026 non vivrà l’esperienza olimpica attraverso la presenza fisica, ma tramite piattaforme digitali, social media, streaming e contenuti on demand. Un dato che rende evidente come il vero “campo di gara” dei Giochi non sia più soltanto lo stadio o la pista, ma l’ecosistema digitale che circonda l’evento.

In questo scenario, le Olimpiadi diventano una gigantesca infrastruttura di dati, contenuti e relazioni. Ogni interazione, visualizzazione, commento o condivisione produce informazioni strategiche che, se correttamente analizzate, consentono di comprendere comportamenti, preferenze e dinamiche di engagement su scala globale. Non si tratta più di comunicazione unidirezionale, ma di un sistema complesso in cui sport, tecnologia, storytelling e marketing convergono.

A seguire da vicino questa evoluzione c’è Luca Matteo Barberis, tra i social media manager italiani più conosciuti a livello internazionale, con un’esperienza maturata su tre edizioni dei Giochi Olimpici e su alcuni dei principali eventi sportivi globali. Secondo Barberis, Milano-Cortina rappresenta un punto di svolta: “I Giochi non possono più essere pensati come un evento che dura due settimane. Oggi sono una piattaforma che inizia a generare valore anni prima e continua a farlo molto tempo dopo, attraverso contenuti, community e dati”.

Inoltre, negli ultimi anni, il Comitato Olimpico Internazionale ha accelerato gli investimenti su tecnologie, piattaforme e sistemi di gestione dei dati. Secondo il CIO, oltre il 40% della crescita dei ricavi legati ai grandi eventi sportivi nel prossimo decennio sarà attribuibile a componenti digitali dirette: contenuti proprietari, servizi digitali, fan engagement evoluto e monetizzazione dei dati. Milano-Cortina si inserisce in questa traiettoria con un approccio che molti osservatori considerano il più avanzato mai sperimentato in ambito olimpico.

Secondo Barberis, il vero cambio di paradigma non risiede nella singola tecnologia adottata, ma nella visione economica complessiva: «L’evento non è più limitato ai giorni di gara. Oggi le Olimpiadi iniziano anni prima e continuano a produrre valore molto dopo la chiusura, grazie a ecosistemi digitali proprietari».

Uno degli aspetti meno raccontati, ma più rilevanti, riguarda proprio la gestione e l’attivazione dei dati. Le Olimpiadi producono una mole enorme di informazioni che spaziano dai flussi turistici alla fruizione dei contenuti digitali, fino alle performance delle campagne social e degli sponsor. In edizioni recenti come Tokyo 2020 e Pechino 2022, il CIO ha registrato miliardi di interazioni digitali, con picchi di engagement mai visti prima su piattaforme come Instagram, TikTok e YouTube.

Milano-Cortina 2026 si troverà a operare in un contesto ancora più avanzato, in cui l’intelligenza artificiale, l’analisi predittiva e la personalizzazione dei contenuti giocheranno un ruolo centrale. La sfida non sarà solo raccogliere dati, ma trasformarli in valore per il territorio, per gli sponsor e per il pubblico. In questo senso, l’Olimpiade italiana potrebbe diventare un laboratorio europeo di data economy applicata allo sport e all’intrattenimento.

Uno dei pilastri di questo modello è la costruzione di piattaforme OTT e ambienti digitali controllati direttamente dagli organizzatori. Non si tratta solo di distribuire contenuti, ma di creare spazi in cui l’interazione con il pubblico genera dati, insight e nuove opportunità di ricavo. Secondo stime Deloitte, gli eventi sportivi dotati di piattaforme digitali proprietarie registrano un aumento del valore medio per fan compreso tra il 25% e il 35%, grazie a servizi premium, contenuti esclusivi e attivazioni personalizzate.

Barberis sottolinea come questo approccio sia particolarmente rilevante in un’Olimpiade diffusa come Milano-Cortina, dove la frammentazione geografica rende il digitale un elemento di coesione fondamentale. L’integrazione tra ticketing, app ufficiali, servizi di mobilità e contenuti personalizzati consente di accompagnare il pubblico lungo un fan journey continuo, trasformando ogni punto di contatto in un’occasione di engagement e valorizzazione economica.

Dal punto di vista degli investitori e degli sponsor, il modello phygital rappresenta un cambiamento altrettanto profondo. Le aziende non valutano più la partnership olimpica solo in termini di visibilità televisiva, ma in base alla capacità dell’evento di offrire ambienti misurabili e scalabili. Secondo Nielsen Sports, le attivazioni che integrano fisico e digitale generano tassi di engagement superiori fino al 40% rispetto alle attivazioni tradizionali. Un dato che conferma come l’esperienza digitale sia ormai una leva diretta di ritorno sull’investimento.

In questo scenario, l’esperienza di Barberis evidenzia un altro aspetto chiave: la centralità dei dati proprietari. Ogni interazione digitale produce informazioni che, se gestite correttamente, diventano un asset strategico. «I dati non sono più un sottoprodotto dell’evento, ma una componente del suo patrimonio immateriale», osserva. È su questo terreno che si gioca una parte significativa del valore futuro delle Olimpiadi, soprattutto in ottica di replicabilità del modello su altri eventi internazionali.

“Il vero asset di Milano-Cortina sarà la community che riuscirà a costruire prima ancora dell’accensione del braciere”, osserva Barberis. “Se gestita correttamente, quella community potrà diventare un patrimonio strategico per lo sport italiano, per il turismo e per i brand coinvolti, ben oltre il 2026”.

Anche il tema dei digital collectibles e delle nuove forme di engagement basate su blockchain viene affrontato con un approccio pragmatico. Al di là delle sperimentazioni più speculative, il CIO ha già indicato l’interesse verso strumenti capaci di estendere la relazione con i fan nel tempo. Secondo PwC, il mercato globale dei collectibles digitali legati allo sport ha superato i 2 miliardi di dollari nel 2023, segnalando una domanda concreta di esperienze simboliche e digitali legate agli eventi live. Barberis evidenzia come queste soluzioni possano rafforzare il legame emotivo con l’evento, purché inserite in una strategia coerente e sostenibile.

Il valore del modello Milano-Cortina risiede anche nella sua capacità di attrarre capitali grazie a una maggiore prevedibilità dei ritorni. Gli investitori, storicamente diffidenti verso eventi legati a risultati sportivi e audience volatili, guardano con crescente interesse a modelli capaci di generare ricavi ricorrenti. Secondo stime McKinsey, l’integrazione tra digitale e live può ridurre fino al 20% la dipendenza economica dagli incassi tradizionali, rendendo il business più resiliente.

In questo contesto, Milano-Cortina 2026 viene osservata come un possibile punto di svolta globale. Come sottolinea Barberis, il successo non sarà misurato soltanto in termini di numeri di spettatori o follower, ma nella capacità di costruire un’infrastruttura economica duratura. Se il modello funzionerà, le Olimpiadi italiane diventeranno un riferimento per l’intero settore degli eventi internazionali, dimostrando che l’esperienza digitale può valere quanto – se non più – di quella fisica.

Il futuro dei grandi eventi passa da qui: non più manifestazioni effimere, ma piattaforme economiche complesse, capaci di generare valore nel tempo. Milano-Cortina 2026 potrebbe essere ricordata non solo per le medaglie, ma per aver ridefinito il modo in cui sport, tecnologia e finanza dialogano su scala globale.

 


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