Ogni generazione è come un percorso di apprendimento continuo: il cammino ancora non è concluso e non esiste un momento specifico in cui inizia la nuova generazione. È un processo che si sviluppa in modo molto più fluido», afferma Albiera Antinori, presidente di Marchesi Antinori e rappresentante della 26ª generazione alla guida della plurisecolare azienda toscana. «In questo momento ci sono tre generazioni che si supportano a vicenda, ed è questa la linfa vitale di un’azienda come la nostra. Per quanto mi riguarda, non credo ci sia stato un momento preciso in cui mi sono detta “oggi inizio a lavorare” o “entrerò nell’azienda di famiglia tra dieci anni”. La terra e i vigneti sono qualcosa che respiri fin dall’infanzia e che ti entra nel sangue. E spero che sarà lo stesso anche per i nostri figli. È un ciclo senza fine, un lavoro di apprendimento che, a un certo punto, diventa anche un lavoro di formazione per la prossima generazione».

A seguire le attività del gruppo, affiancando Albiera, ci sono le sorelle Alessia, art project, e Allegra, che si occupa dei ristoranti, supportate dal celebre enologo e amministratore delegato Renzo Cotarella. Il padre, il marchese Piero Antinori, è presidente onorario.
Per garantire la continuità e la gestione di una realtà che coniuga una tradizione lunga oltre 600 anni e una costante spinta all’innovazione, nel 2013 è stato creato un trust familiare che coinvolge anche membri esterni. L’obiettivo è quello di regolare i rapporti patrimoniali e premiare le nuove generazioni, chiamate a dimostrare passione e intelligenza nel produrre vini di alta qualità nel rispetto della storia e dei valori della famiglia.

Marchesi Antinori è oggi l’unione di diverse tenute, prevalentemente in Toscana e Umbria, situate in aree vinicole particolarmente vocate alla produzione di vini di pregio: da Bolgheri a Montepulciano, dalla Maremma a Montalcino, fino al Chianti Classico, territorio d’elezione degli Antinori. Qui prese il via nel 1385 la produzione vinicola, la cui gestione è sempre rimasta rigorosamente in seno alla famiglia. Non a caso, un fiore all’occhiello è la cantina Antinori nel Chianti Classico, nuova sede dell’azienda. Moderna reinterpretazione degli antichi palazzi rinascimentali, quale fu Palazzo Antinori a Firenze, la cantina è il luogo dove convivono vita familiare, artigianalità, produzione e commercio del vino, insieme con mecenatismo, arte e cultura.
262 milioni di euro
Il fatturato 2024 (+7% sul 2023)
1385
L’anno in cui Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri, dando il via alla storia dell’azienda
26
Le generazioni lungo le quali si dipana, in oltre 600 anni, la storia di Marchesi Antinori
Un brindisi lungo sei secoli, dalla Toscana alla California
{mfimage}
Storicamente radicata in Toscana, Marchesi Antinori nel tempo ha investito in altre tenute in Italia e all’estero dove si potesse intraprendere un percorso ad alto potenziale vitivinicolo, come, per esempio, in Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Puglia, oltre
che nella Napa Valley, negli Stati Uniti, e nella Maipo Valley, in Cile.
Negli Stati Uniti, in Napa Valley, Antinori è proprietaria di Stag’s Leap Wine Cellars e Antinori Napa Valley, e di Col Solare nello stato di Washington. Nel 2025 l’azienda ha inoltre acquisito Arcadia Vineyard, un prezioso vigneto situato nella Coombsville AVA, considerata tra le aree più promettenti della Napa Valley, consolidando così la propria presenza e il legame con questo territorio. Nel 2024 i ricavi sono stati di 262 milioni di euro (+7%), mentre la Holding Antinori ha invece sfiorato la soglia dei 400 milioni di fatturato, con una crescita del 14% rispetto al 2023.