Nel 2025 Loacker celebra i cent’anni. E con un fatturato di 459,4 milioni di euro mantiene la leadership mondiale nel segmento dei wafer premium. I suoi mercati più importanti sono l’Italia, gli Stati Uniti, la Cina e il Medio Oriente, che con l’Asia centrale raggiunge 103,7 milioni di fatturato (dati 2024) rappresentando una quota molto significativa del mercato estero.

La storia di questo colosso italiano, che nel 1925, creò la cialda di Bolzano, rivoluzionando il mondo della pasticceria, è cominciata in una bottega appunto a Bolzano, per arrivare nel tempo in oltre 110 Paesi. Oggi è la terza generazione a guidare l’azienda, con Ulrich Zuenelli, presidente del consiglio di amministrazione, Andreas Loacker, vicepresidente e amministratore delegato innovazione, e Martin Loacker, presidente della Loacker Family Holding. Il passaggio di testimoni dalla seconda generazione, Armin e Christine Loacker, è avvenuto nel segno della continuità: l’artigianalità, l’innovazione e la visione a lungo termine restano al centro: «Ogni generazione ha lasciato il proprio segno», ha spiegato a Capital Ulrich Zuenelli, presidente del consiglio di amministrazione. «La prima ha fondato le basi della qualità e dell’eccellenza; la seconda ha dato impulso alla crescita industriale, alla conquista della leadership di mercato in Italia e all’internazionalizzazione; la terza ha portato avanti l’internazionalizzazione, l’innovazione e l’integrazione verticale e vuole lasciare un’impronta ancora più profonda: un modello di impresa responsabile, sostenibile e radicato nei territori». Oggi, per affrontare le sfide attuali, con una leadership consapevole e moderna, la governance dell’azienda unisce membri della famiglia e manager esterni.
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Tra gli obiettivi del gruppo la neutralità climatica della filiera, infrastrutture e trasporti: «Per questo, stiamo riducendo le emissioni logistiche attraverso l’uso di biocarburanti e la promozione dell’intermodalità. Tra i progetti più recenti, poi, c’è Optibake, il primo forno elettrico a induzione per la cottura dei wafer, in collaborazione con Bühler, per un’operatività a zero emissioni di gas serra. E a breve puntiamo a un packaging in mono-materiale riciclabile al 100%», spiega Ulrich Zuenelli. La verticalizzazione delle filiere, inoltre, dalle nocciole italiane al latte alpino passando per la vaniglia del Madagascar e il cacao di Ecuador e Costa d’Avorio, è in linea con l’impegno per l’innovazione. Loacker sta anche investendo in un nuovo Centro tecnologico di ricerca e sviluppo, un progetto per rafforzare la competitività e la capacità di innovazione dell’azienda. Altro segno di ciò che la terza generazione vuole lasciare: dimostrare che fare impresa con integrità, visione e responsabilità non solo è possibile, ma può essere la via per costruire un futuro più buono, in tutti i sensi.
459,4 milioni di euro
Il fatturato 2024 del gruppo; l’esportazione vale 256,14 milioni, il mercato italiano 82,73 milioni
1,05 miliardi
I pezzi prodotti nel 2024 e 37.855 tonnellate la quantità venduta
1.175
I dipendenti dei due siti produttivi ad alta quota: Auna di Sotto, in Alto Adige, e Heinfels, nel Tirolo
Destinazione wafer, la nuova meta del turismo goloso
La gigantesca confezione di Quadratini, alta 7,5 metri, è l’icona di Mondo Bontà, una specie di parco divertimenti tra Innichen/San Candido e Lienz, dove i Loacker Lovers, tra le altre cose, possono diventare pasticceri per un giorno. Una meta strategica che con i cafè del brand di Bolzano, Brennero, Trento e Olang/Valdaora registrano più di 250mila visitatori ogni anno. L’apertura più recente, per festeggiare i 100 anni del suo wafer alla nocciola, è il flagship store Loacker Galaxy di Heinfels, in Austria, pensato per raccontare il cuore produttivo, emozionale e relazionale del marchio altoatesino, visitato la scorsa estate da oltre 3.500 persone al giorno. Il soffitto a cassettoni di legno del piano terra rilegge in chiave astratta la texture del wafer, una serra di vetro collega gli interni al «Giardino delle Nocciole», abitato dagli gnometti che identificano il marchio, mentre al piano superiore, nel laboratorio a forma di pillola, i visitatori possono a creare i propri wafer.