Quella di La Molisana è una storia che ne contiene almeno due. La prima è quella dello storico pastificio, fondato nel 1912 nel cuore del Molise e che, più o meno allo scoccare del secolo di storia, entra in una crisi irreversibile. La fine si trasforma però in un nuovo inizio grazie all’incontro con la famiglia Ferro, mugnai molisani da quattro generazioni, che decide di acquisire l’azienda e, in meno di 15 anni, la porta a diventare il terzo marchio nel mercato pasta di semola e primo in quello della pasta integrale.

Nata in Campania sul finire dell’Ottocento, la tradizione mugnaia dei Ferro sposa il territorio molisano agli inizi del Novecento, quando il fondatore Domenico decide di trasferire l’attività per sfuggire ai ricatti della criminalità. Al successore Giuseppe tocca il compito di attraversare il burrascoso periodo tre le due guerre e ricostruire l’impresa dalle ceneri, mentre ai suoi figli, Vincenzo e Domenico, quello di trasformare la F.lli Ferro - Semolerie Molisane in una moderna realtà industriale, con uno stabilimento ecologico della capacità produttiva giornaliera di 220 tonnellate.
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Con la generazione seguente la storia si allarga ancora, comprendendo appunto La Molisana, che oggi è guidata dall’amministratore delegato Giuseppe, figlio di Vincenzo, con accanto la sorella Rossella, responsabile marketing, i cugini Flavio e Francesco, e la figlia Ginevra che inizia a ricoprire le prime responsabilità in azienda.
La Molisana ha investito, dalla data di acquisizione dei Ferro ad oggi, oltre 140 milioni di euro per crescere in efficienza e qualità eseguendo numerosi miglioramenti impiantistici e di automazione totale. Gli investimenti hanno potenziato tutti i settori nevralgici: dalla sala macchine al confezionamento. Parallelamente, la nuova generazione alla guida dell’impresa ha voluto investire in un trigeneratore per la produzione di energia fredda, calda e condizionata e ha optato per l’uso di sistemi innovativi come il sistema Themopest e il servizio pooling pallet. Forte di questo successo l’azienda ha chiuso un fatturato che sfiora il mezzo miliardo di euro (era 16 milioni di euro nel 2011). L’export vale il 40% circa del fatturato e si sviluppa in oltre 140 Paesi. Risultati impensabili solo fino a qualche anno fa, e ancor più incredibili se si considera il complicato contesto molisano.
450 milioni di euro
Il fatturato del gruppo nel 2024
40%
La quota del fatturato relativa all’export
140 milioni di euro
L’ammontare degli investimenti degli ultimi 11 anni in innovazione e tecnologie produttive.
La forma è sostanza, così estetica e packaging spingono i consumi
Filiera integrata e grano 100% italiano. Sono due capisaldi della strategia della famiglia Ferro per La Molisana. A questi principi si aggiunge una propensione all’innovazione non comune nel settore e una ricerca continua anche sulle forme. Il primo esempio in questo senso è stato lo Spaghetto quadrato, lanciato nel 2013 e subito diventato un best seller e cavallo di battaglia del pastificio molisano. Nel 2019 entrano nel mercato quattro nuovi item dalle forme insolite studiate per garantire tenacità alla masticazione, resistenza in cottura e stuzzicare ricette originali: Trighetto, Spaghetto quadrato bucato, Quadrotto e Cubetto. Con Rigacuore, l’azienda fa un ulteriore passo, dimostrando che la pasta è ben più di una commodity, sempre uguale a sé stessa, ma può divertente persino trendy. L’innovazione riguarda anche il confezionamento, con la creazione, per esempio, del pacchetto compostabile al 100%, completamente privo di plastica e conferibile nell’organico.