La famiglia Pesenti è una delle dinastie più importanti dell’industria italiana e, se la storiografia più recente fa risalire a «solo» 160 anni fa la nascita del gruppo così come è conosciuto oggi, l’origine della famiglia è molto più remota. Per questo, come avvenuto nelle successioni precedenti, per i rappresentanti della sesta generazione da alcuni anni è già stato avviato il percorso di inserimento manageriale dopo un periodo di studi (all’estero) ed esperienze in società industriali e finanziarie internazionali.

A lungo il nome Pesenti è stato associato al cemento, perché questo in effetti è stato il business più importante portato avanti nel secolo scorso; oggi tuttavia le attività della famiglia sono concentrate nella holding Italmobiliare, un gruppo diversificato che nel 2016 ha abbandonato del tutto il settore cementifero per trasformarsi in qualcosa di nuovo, ovvero un motore di sviluppo di business individuati con precisione, dall’alimentare alla meccatronica. Alla guida c’è Carlo Pesenti, classe 1963, stesso nome di quel nonno che nel secondo Dopoguerra portò Italcementi a diventare un perno dell’industria e della finanza italiana attraverso una serie di acquisizioni importanti, dalle banche alle assicurazioni, dai giornali all’azienda automobilistica Lancia. La famiglia ha dovuto affrontare anche momenti complessi, come quando il figlio di Carlo, Giampiero, subentrato alla guida dell’impero Italcementi nel 1984, dovette inaugurare un’importante fase di ristrutturazione del gruppo culminata nell’acquisizione di Ciments Français, la più grande acquisizione industriale realizzata sino ad allora all’estero da un’azienda italiana. L’attuale consigliere delegato ha poi proseguito l’opera di trasformazione del gruppo, adeguandolo al nuovo millennio.
I figli di Carlo Pesenti sono sei, cinque maschi e una femmina, avuti con la moglie Federica Manzoni. Il primogenito, Giampiero, è nato nel 1990, mentre l’ultima, Margherita, compirà 20 anni il prossimo anno. Tre di essi sono già pronti al salto ai vertici dell’azienda: Giampiero e Giulio, dopo aver concluso le rispettive gavette (il primo in Prysmian a Singapore, il secondo nella banca svizzera Vontobel) sono già operativi in realtà del gruppo come Officina Santa Maria Novella e Clessidra. Il terzo, Roberto, dopo aver studiato a Stanford e lavorato a New York per Eurazeo, siede ora nel cda di Italmobiliare. Gli altri stanno ancora studiando o sono impegnati nelle prime esperienze professionali, ma quel che è certo è che anche alla nuova generazione sono stati o saranno trasmessi i valori dominanti che questa famiglia bergamasca ha tramandato di padre in figlio: dedizione, austerità e riservatezza.
400 milioni di euro
I dividendi distribuiti agli azionisti dal 2017: il valore del patrimonio netto
è cresciuto da 1,5 a 2,2 miliardi di euro
256%
L’incremento di ricavi di Caffè Borbone: dai 94 milioni di euro nel 2017 ai 335 nel 2024, che ne fanno il primo produttore di caffè mono porzionato in Italia
100
La capacità produttiva (in MW) installata da Italgen, diversificando le fonti di produzione, che restano però 100% rinnovabili
Un portafoglio che crea valore investendo nel made in Italy
Italmobiliare, controllata dalla famiglia Pesenti e quotata alla Borsa di Milano dal 1980, è una delle principali investment holding italiane. Nel 2016, in seguito alla cessione di Italcementi a Heidelberg Materials, Italmobiliare imbocca la sua terza fase e si consolida nella sua veste di holding di investimenti che mira alla creazione di valore condiviso nel medio-lungo periodo. Oggi Italmobiliare detiene e gestisce un portafoglio diversificato di investimenti e partecipazioni industriali. Nel portafoglio della holding ci sono partecipazioni di controllo di Caffè Borbone, Cds-Casa della Salute (healthcare), Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella (beauty), Italgen (energia rinnovabile), Sidi (calzature sportive) e Capitelli (salumi), nonché partecipazioni di rilievo in Tecnica Group, Iseo e Bene Assicurazioni. Italmobiliare controlla inoltre il gruppo Clessidra, piattaforma indipendente operante negli investimenti alternativi, nell’asset management e nel factoring. La holding, considerando anche il perimetro di Clessidra, ha asset in gestione per quasi 4 miliardi di euro.