Una governance unica, una crescita globale del 16,2% nell’ultimo esercizio e una trasformazione in atto che sta ridisegnando il piano industriale del Gruppo e le sue ambizioni. È questo il contesto in cui si inserisce la nomina di Emilio Gagliardi alla guida di Servier in Italia dallo scorso ottobre, con l’obiettivo di accompagnare la filiale italiana verso gli obiettivi 2030: 10 miliardi di euro di ricavi con un margine Ebitda di almeno il 30%, facendo leva su una profonda evoluzione del proprio portfolio. Un percorso già avviato nell’esercizio 2024/25, che ha visto i ricavi raggiungere i 6,9 miliardi di euro con un Ebitda del 28,2%, sostenuto in particolare dallo sviluppo dell’area oncologica.
Nel panorama farmaceutico globale, Servier rappresenta un unicum. Il Gruppo è controllato da una Fondazione senza scopo di lucro che reinveste il 100% degli utili in ricerca e sviluppo consentendo all’azienda di operare con una visione di lungo termine, totalmente orientata ai bisogni dei pazienti e svincolata dalle dinamiche dei mercati finanziari.
“Accanto all’area cardiovascolare, che resta centrale e rappresenta ad oggi una quota rilevante dei ricavi, si rafforza progressivamente il contributo dell’oncologia e, nel futuro, il ruolo della neurologia, destinate a diventare sempre più determinanti per l’evoluzione dell’azienda, connotando Servier come un’azienda impegnata su patologie rare, ad alta complessità e con forti unmet medical needs”, sottolinea Emilio Gagliardi (nella foto), managing director Servier Italy & Malta.
In Italia, Servier può contare su una presenza consolidata. Con oltre cinquant’anni di attività e circa 400 collaboratori, la filiale è oggi una tra le più rilevanti del Gruppo: quinta per fatturato a livello globale e seconda in Europa, registrando nell’ultimo anno ricavi complessivi pari a 198 milioni di euro. A trainare i risultati è stata l’area cardiometabolica e venosa, che rappresenta circa l’80% del fatturato complessivo.
In Italia un paziente su 10 utilizza le terapie di combinazione di Servier per il trattamento dei principali fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e dislipidemia mentre sul fronte della malattia venosa cronica Daflon si conferma primo farmaco a valori nel mercato dei Sop.
Risultati estremamente promettenti sono stati registrati anche in oncologia, dove i ricavi hanno raggiunto i 33 milioni di euro, grazie ad un portfolio di terapie indicate per il trattamento dei principali tumori del tratto gastrointestinale in fase avanzata – stomaco, colon, pancreas – che rimangono tra i tumori più difficili da trattare e con il più alto tasso di mortalità.
Nel 2024 Servier in Italia è entrata anche nell'oncologia di precisione con terapie first in class per il trattamento di tumori rari come il colangiocarcinoma e la leucemia mieloide acuta. Sempre nell’ambito della medicina di precisione, è in fase negoziale con Aifa un’altra terapia innovativa per i gliomi di basso grado, tumori cerebrali rari e orfani che colpiscono prevalentemente giovani adulti. In questo scenario di crescita ed evoluzione si riflette anche l’impegno di Servier sul fronte della sostenibilità del Ssn.
“Migliorare la gestione del paziente cronico cardiovascolare complesso, favorendo l’appropriatezza e l’aderenza terapeutica, genera benefici tangibili sia sul piano clinico che su quello della sostenibilità economica del Sistema. Questo meccanismo virtuoso libera risorse che possono essere dirottate verso patologie ancora prive di soluzioni terapeutiche, come i tumori rari e le malattie orfane. La nostra innovazione incrementale alimenta l’innovazione disruptive e sostiene la nostra indipendenza al servizio dei pazienti”, conclude Gagliardi.