In Italia, dato il contesto economico e politico attuale, negli ultimi anni, si registra una riduzione della puntualità dei pagamenti delle imprese italiane. In particolare, secondo quanto riportato nello Studio Pagamenti CRIBIS, aggiornato a settembre 2025 e relativo ai tempi di pagamento B2B in Italia, la puntualità nei pagamenti tra imprese si è leggermente ridotta rispetto all’anno precedente, passando dal 44,3% al 43,6%; quasi stabili invece i ritardi gravi, aumentati di appena lo 0,3%.
Questi dati variano naturalmente a seconda delle dimensioni delle imprese e delle regioni d’Italia, mostrando maggiore puntualità nei pagamenti da parte delle microimprese – le quali però risultano anche più soggette ai ritardi gravi – e delle aziende locate nelle regioni del nord-est. Nonostante queste variazioni più o meno evidenti, alla luce di un contesto economico sempre più complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche, inflazione, rallentamento dei flussi di cassa, si consolida l’importanza per le imprese italiane di trovare soluzioni atte a migliorare la gestione della liquidità e ridurre il rischio di credito.
Quando si parla di liquidità, si fa riferimento alla capacità delle imprese di assolvere i propri obblighi economici, di fronteggiare eventuali problematiche finanziarie e di puntare alla crescita e allo sviluppo. Un buon livello di liquidità risulta fondamentale per pagare con regolarità i fornitori, gli stipendi dei dipendenti, le tasse, le utenze, le rate dei finanziamenti. Allo stesso tempo, risulta imprescindibile per sostenere la ricerca e lo sviluppo, e per mantenere l’impresa forte e competitiva.
Nel momento in cui la liquidità risulta insufficiente o sorgono problemi nella sua gestione, l’impresa può risultare vulnerabile, perdere preziose opportunità e non riuscire a saldare i propri debiti, diventando insolvente.
L’insolvenza del credito può d’altronde riguardare anche i clienti della stessa impresa, i quali, a loro volta in difficoltà, possono non riuscire a pagare quanto dovuto, dando vita a un circolo vizioso che potrà avere ripercussioni negative su tutti gli attori coinvolti, portando a ulteriori ritardi, problemi di gestione, difficoltà nella programmazione degli investimenti e via dicendo.
Gestire al meglio la liquidità e prestare attenzione al rischio di credito è dunque fondamentale per raggiungere un buon equilibrio finanziario e mantenere attivo l’accesso al credito. Le imprese italiane, consce di questi aspetti, stanno mettendo in atto diverse strategie volte a garantire un buon flusso di cassa, un’adeguata liquidità, un ridotto rischio di credito.
Per quanto riguarda la liquidità, la sua corretta gestione parte da un accurato calcolo delle disponibilità d’impresa e dall’analisi del flusso di cassa, il quale può aiutare a individuare le criticità e a trovare soluzioni adeguate come la riduzione dei costi operativi o quella delle scorte. Altro passaggio fondamentale è la pianificazione finanziaria, la quale deve prendere in considerazione i vari scenari possibili e mantenere un buon grado di flessibilità.
Per garantire un buon equilibrio finanziario e mantenere aperto l’accesso al credito, le imprese dedicano poi una grande attenzione al monitoraggio dei pagamenti, valutando la puntualità dei clienti, individuando per tempo eventuali problematiche e ricorrendo, di volta in volta, alle soluzioni più adeguate a risolvere il problema in tempi rapidi.