A Trieste, l‘impero del gusto illycaffè affronta la terza generazione con la stessa disciplina rigorosa richiesta dal suo blend 100% Arabica, ma applicata alla governance. Fondata nel 1933 e da sempre consacrata al controllo scientifico della produzione, l‘azienda dimostra che la vera miscela critica oggi è quella di capitali, ambizioni e strutture societarie.
In Illy il passaggio generazionale è stato progettato come un atto radicale. Dal 2021, l‘ingresso di Rhône Capital e la nomina di Cristina Scocchia come amministratore delegato hanno professionalizzato la gestione. Più di recente Daria Illy, figura di spicco nella famiglia, sino a quel momento sempre attiva in azienda, ha deciso di compiere un passo di lato per concentrarsi su nuovi progetti esterni, cedendo la sua partecipazione nella holding familiare. Tutti segnali che il passaggio generazionale non è solo un rinnovamento delle cariche, ma la rifondazione strategica necessaria per affrontare i mercati globali.

In questo contesto, la transizione tra le generazioni ha richiesto una complessa riorganizzazione societaria e manageriale. Il nodo è stato sciolto da un’elegante separazione strategica. La famiglia ha identificato contributi complementari per la crescita: concentrazione sul core business del caffè per alcuni, diversificazione del portafoglio nel gusto per altri. Il risultato è stato che Andrea Illy ha preso la guida operativa di Illycaffè, ancorandola alla missione originaria. Anna Illy, invece, presiede la holding gruppo Illy e la Fondazione Ernesto Illy, curando l‘eredità etica e culturale.
Di contro, Riccardo Illy ha canalizzato gli sforzi di diversificazione della famiglia nel Polo del Gusto, una holding separata dedicata a marchi affini nel settore Food & Beverage come Domori (cioccolato), Dammann Frères (tè) e Mastrojanni (vino), che Riccardo controlla, dirigendo lo sviluppo e la valorizzazione.
La seconda sfida è arrivata con l‘esigenza di accelerare la crescita globale senza snaturare l’identità dell’azienda. La soluzione è stata l’ingresso, nel 2021, del fondo di private equity statunitense Rhone Capital che ha acquisito una partecipazione di minoranza (20%). L’operazione, condotta con discrezione, ha portato la necessaria governance e solidità finanziaria per scalare mercati complessi come gli Stati Uniti, fungendo da acceleratore dello sviluppo, con l‘adozione di standard rigorosi in vista della futura quotazione in borsa. Con l’inclusione di manager esterni e il rafforzamento della struttura di bilancio, la famiglia ha così trasformato la successione in una transizione verso la professionalizzazione definitiva. L‘obiettivo è stato raggiunto dotando l‘azienda dei mezzi e del metodo necessari per competere su scala globale, replicando nella finanza lo stesso rigore di equilibrio e metodo richiesto per ogni sua miscela di caffè.
319 milioni di euro
I ricavi del primo semestre 2025. Il fatturato consolidato è in crescita dell‘11% a tassi costanti, trainato dalla performance globale
24
Il numero di sedi nel mondo che diffondono la cultura della qualità ai coltivatori, baristi e amanti del caffè
10 milioni
Il consumo medio quotidiano di tazzine nei 140 Paesi dove illycaffè è presente, tra retail e casa
Il brand in cattedra all’università del caffè per diffondere la cultura della qualità

Illycaffè spa viene fondata a Trieste nel 1933 con la missione di offrire il miglior caffè al mondo, basato su un unico blend 100% Arabica. L‘azienda ha registrato ricavi consolidati per 319 milioni di euro nel primo semestre 2025, con un Ebitda di 48 milioni di euro e un utile netto di 15 milioni di euro. Oggi è presente in oltre 140 Paesi dove ogni giorno sono consumate più di 10 milioni di sue tazzine; gestisce inoltre l‘Università del Caffè per la diffusione della cultura di qualità.