C’è un filo che lega la notte silenziosa sul Lago Maggiore di un secolo fa alle linee automatizzate di uno dei più moderni centri di distribuzione alimentare del Nord Italia. Quel filo si chiama famiglia Ruffoni e da cinque generazioni racconta la stessa storia: dedizione, lavoro e capacità di guardare avanti senza dimenticare le origini. È nei primi anni del Novecento che tutto comincia, sull’Isola dei Pescatori, quando i Ruffoni avviano il commercio di pesce fresco per i ristoranti. Un’attività semplice e concreta, che nel 1960 trova sede a Baveno e prende forma nella Ruffoni snc: la ditta cresce, mantenendo intatto il legame con gli alberghi e la clientela raffinata che affolla le rive del lago.

Ma la vocazione imprenditoriale di questa famiglia non si ferma alle acque del Lago Maggiore. Nel 1972 nasce a Gravellona Toce Globalpesca, dedicata alla lavorazione e alla surgelazione dei prodotti ittici. Sedici anni dopo, l’azienda si fonde con la Ruffoni snc e avvia una nuova fase di espansione: accanto al pesce arrivano carni fresche, salumi, formaggi, farine e dolciari. È il passo decisivo che trasforma una bottega di famiglia in una realtà industriale capace di anticipare i bisogni della ristorazione professionale.
Nel 2001, con la crescita del fatturato e l’ampliamento della gamma, Globalpesca diventa una società per azioni e consolida la propria posizione nel mercato Ho.Re.Ca. Oggi l’impresa occupa una superficie di 14mila mq, impiega più di cento dipendenti e quaranta agenti monomandatari, e serve più di quattromila clienti. Due magazzini automatizzati, battezzati Smarter #1 e Smarter #2, gestiscono fino a 18mila colli al giorno: un concentrato di tecnologia che testimonia l’impegno costante verso l’innovazione.
Dietro i numeri, però, resta la stessa idea di impresa familiare che muoveva i primi Ruffoni: la convinzione che la qualità non sia solo un fatto di prodotto, ma di fiducia e continuità. Oggi alla guida ci sono Tino e Angelo Ruffoni, amministratori delegati, affiancati dalla madre Angela, presidente. Insieme hanno ricevuto dall’Università Cattolica di Milano il premio «Di padre in figlio, il gusto di fare impresa», riconoscimento dedicato alle aziende che hanno saputo gestire con successo il passaggio generazionale. È un simbolo, ma anche una conferma di ciò che la storia di Globalpesca dimostra da oltre un secolo: la solidità nasce quando la tradizione diventa motore di innovazione.

La quinta generazione ha portato l’azienda in una dimensione nuova, in cui l’esperienza incontra la tecnologia e la cultura del territorio dialoga con il futuro. È anche grazie a questa visione che Globalpesca ha creato G-Pexh, evento annuale dedicato ai professionisti della ristorazione, con 80 stand, centinaia di espositori e oltre 3.000 visitatori. Un momento di incontro tra produttori e chef, tra chi crea e chi serve, dove la passione per il buon cibo si traduce in confronto e conoscenza.
Oggi Globalpesca è un punto di riferimento per la ristorazione italiana e un caso emblematico di impresa familiare di successo. Un secolo dopo, la «pesca notturna» dei Ruffoni continua.
4mila
I clienti del canale HoReCa serviti dall’azienda piemontese
18mila
I colli che possono essere gestiti ogni giorno dai due magazzini automatizzati
3mila
I visitatori dell’ultima edizione di G-Pexh, l’evento per professionisti della ristorazione ideato da Globalpesca
Dalla pesca ai magazzini automatizzati: un modello tra radici e innovazione
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Da un secolo la famiglia Ruffoni reinterpreta il food con spirito pionieristico. Dopo l’attività di pesca e commercio nata all’Isola dei Pescatori, nel 1972 nasce Globalpesca, impresa specializzata nella lavorazione e surgelazione dei prodotti ittici. Negli anni, la gamma si amplia fino a comprendere migliaia di referenze per la ristorazione professionale. Oggi l’azienda (120 collaboratori, 40 agenti e oltre 4mila clienti), opera su 14.300 metri quadrati con sistemi automatizzati. Con i magazzini Smarter, gestiti digitalmente, e l’evento G-Pexh dedicato al mondo Ho.Re.Ca. (nella foto sopra), Globalpesca si conferma modello di equilibrio tra radici e innovazione. «Vedere, toccare, assaggiare è ancora importante», dice Angelo Ruffoni. «In un mondo sempre più virtuale, noi vogliamo restare concreti, come lo erano i nostri nonni sulle rive del lago».