Non avere mai paura. I giovani non devono sedersi su quello che hanno ereditato, non devono essere mai paghi di niente, ma sperimentare, innovare ed essere capaci di reinventarsi quando i tempi cambiano. Nel fare c’è l’errore, ma con questo si cresce».

È un piccolo manifesto quello che il Marchese Lamberto Frescobaldi, a capo di una delle più prestigiose case vitivinicole italiane e presidente dell’Unione italiana vini, rivolge ai futuri eredi dell’azienda. Anche se al momento i giovani hanno intrapreso strade diverse, la prossima sarà la 31ª generazione della dinastia dei Frescobaldi che, dal 1300, con la produzione di vino iniziata da Berto, è indissolubilmente legata alla Toscana. «Siamo riusciti, come altri in Italia, a mantenere l’unità familiare», spiega, «ma mentre “mantenere” è qualcosa che associamo all’arretrare, noi lo abbiamo inteso nel senso di usare al meglio ciò che abbiamo ricevuto, cercando sempre di accrescere per lasciare alle nuove generazioni qualcosa in più: la parte fondiaria, il business, il capitale». Figlio di Vittorio Frescobaldi, oggi 97enne, che prese il timone dell’azienda dopo la guerra, Lamberto ha tre figli Vittorio, Leonia, Carlo e crede molto nell’esempio familiare. «Devo molto a mio padre. È stato un grande maestro, da lui ho imparato tutto sia sul campo sia per la capacità imprenditoriale. I tempi cambiano e anche i prodotti, bisogna essere vigili e avere sempre la capacità di reinventarsi». Il suo motto è dunque non accontentarsi di quello che si è ereditato, ma guardare avanti con umiltà, avendo una visione e trasformandola con le competenze in azioni concrete. Insieme ai cugini Tiziana, Diana, Stefano e Matteo, «con cui siamo sempre più uniti», il Marchese, rappresenta la generazione numero trenta, mentre dei giovani ancora nessuno è ancora entrato in azienda. «Alcuni dei ragazzi hanno anche più di 30 anni e hanno scelto strade diverse. Le nuove generazioni non devono per forza intraprendere un percorso in azienda.
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L’unico obbligo che auspichiamo è che restino legati a quello che rappresentiamo e siano orgogliosi di far parte di un’azienda che oggi ha oltre 900 persone nel suo organico». Le regole per il ricambio generazionale sono state definite qualche anno fa con sapienti aiuti esterni. «In altre epoche era tutto in apparenza più semplice», ricorda il presidente. «Il primogenito si assumeva l’onere di portare avanti l’azienda. Oggi, giustamente, per salvaguardare questo valore economico, culturale e umano ci siamo dati delle regole: le nuove generazioni devono avere una preparazione di studi, laurea o master che sia, e poi esperienze lavorative in altre aziende dove non sono da subito i proprietari, ma dove devono imparare a rispondere ad altri datori di lavoro, avendo quindi l’umiltà di ascoltare e di eseguire. Il lavoro è cava vizi», chiosa con umorismo toscano. «Speriamo che quello che abbiamo fatto possa essere gradito e portato avanti sempre con spirito di innovazione».
30
Le generazioni dei Frescobaldi alla guida dell’azienda vitivinicola
1.700
Gli ettari di vigneti distribuiti in Toscana, Friuli Venezia Giulia e Stati Uniti
160 milioni di euro
Il fatturato del 2024, con un Ebitda salito a 64 milioni e un utile netto di 35,7
Tutte le espressioni della Toscana che prendono la via dell’export
Con oltre 1.700 ettari di vigneti tra Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Stati Uniti, Marchesi Frescobaldi è una delle case vitivinicole più prestigiose del nostro paese. Viticoltori del Brunello di Montalcino, del Chianti, dell’Ornellaia, del Luce, del Pomino Vin Santo, la cui produzione è destinata prevalentemente all’export (oltre 60%), da 700 anni la famiglia porta avanti un’agricoltura e una viticoltura di qualità valorizzando la diversità e l’unicità del territorio toscano. Nel 2024 il fatturato ha superato i 160 milioni di euro crescendo ancora rispetto ai precedenti anni (+0,5%) trainato dalle vendite del mercato italiano (+5%, 67 milioni di euro), mentre c’è stato un leggero calo all’estero. L’Ebitda è salito a 64 milioni di euro (39,2% del fatturato) e l’utile netto a 35,7 milioni di euro, con una cassa netta in crescita a 57 milioni di euro.