Tutto ebbe inizio con un cappello di feltro, nel 1934, il primo capo di un’avventura famigliare e imprenditoriale lunga poco meno di un secolo», racconta Gigi Fedeli, dal 2008 alla guida dell’azienda, fondata dal nonno Luigi. «Rappresento la terza generazione, affiancato da mio figlio Niccolò, la quarta generazione, che da dieci anni collabora con me, e da Gloria, mia moglie. Insieme abbiamo portato il brand negli anni 2000, decisi e pronti a interpretare il presente e ad affrontare il futuro».

La società diventa grande alla fine degli anni Settanta, quando Luigi «Gigi» Fedeli lancia il total look per le collezioni uomo e donna. Poi, nel 2016, entra in azienda il figlio di Gigi, Niccolò, la quarta generazione, che affronta e vince la sfida di portare il marchio di famiglia negli Stati Uniti, a New York: è lui che apre il primo showroom Fedeli a Manhattan.
Novant’anni appena compiuti, Fedeli Cashmere, con la sua storia di eccellenza, nel 2023 ha accolto l’ingresso nel proprio capitale di Prada e Zegna, in qualità di soci di minoranza, nell’ambito di un’operazione che vede la famiglia ancora in possesso del 70% della società. Un investimento strategico per i due colossi del lusso, che hanno portato nuova linfa alla filosofia del brand: «Preservare e sviluppare il know-how e la tradizione della nostra eccellenza italiana nella filatura pregiata», precisa l’imprenditore.
Il maglificio monzese, specializzato nel cashmere, nel 2024 ha registrato 30 milioni di fatturato e per il 2025 l’attesa di crescita supera il 10%.
Con oltre 100 dipendenti e negozi in tutto il mondo, 16 in Italia, Francia, Svizzera, Corea ed Emirati Arabi, showroom a Milano e New York (e 350 punti di worldwide wholesale), la società è fortemente impegnata per la sostenibilità: dall’approvvigionamento di materiali ecocompatibili all’implementazione di processi ad alta efficienza energetica. «Da decenni ci riforniamo dei filati più pregiati da fornitori sostenibili e a basso impatto, selezionando materiali ecocompatibili da una vasta gamma di aziende certificate. Per noi, essere sostenibili significa non solo evitare prodotti a base di plastica, favorire imballaggi compostabili e utilizzare distributori d’acqua ricaricabili, ma anche attivare un impianto di energia solare per alimentare i nostri macchinari e i processi produttivi», continua Gigi Fedeli. «Per realizzare i nostri tessuti di piquet e di jersey utilizziamo solo cotone Giza 100% biologico e privo di contaminanti».
30 milioni di euro
Il fatturato del 2024
350
Il worldwide wholesale, ovvero i punti vendita a livello mondiale nei quali il brand è distribuito
16
I negozi Fedeli in Italia, Francia, Svizzera, Corea ed Emirati Arabi a cui si aggiungono due showroom a Milano e New York
La raffinatezza richiede tempo e abilità
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L’avventura che avrebbe portato Fedeli tra i protagonisti del lusso made in Italy, ebbe inizio a Monza, poco distante da Milano. Lì Luigi Fedeli fondò il proprio marchio, un’azienda di cappelli di feltro, accessorio indispensabile nel guardaroba di ogni uomo elegante, almeno fino agli anni Cinquanta. Nell’immediato dopoguerra entrò in azienda il figlio Nino che, grazie alla sua visione innovatrice, seppe sviluppare una dimensione internazionale, allargando la produzione e la distribuzione. Fu durante la visita a un’azienda svizzera di maglieria che Nino ebbe l’intuizione che si rivelò vincente negli anni a seguire. Rientrato in Italia intraprese la sua sfida, importando macchinari innovativi e iniziando a produrre maglie a treccia, le prime a essere realizzate in Italia. Il successo fu immediato. Negli anni Sessanta, poi, con l’introduzione di altri macchinari di nuova generazione, Fedeli diventò la prima azienda italiana specializzata nella produzione di maglieria di cashmere, mantenendo immutata l’alta qualità. Da allora fino a oggi al centro della produzione di Fedeli ci sono la ricerca dell’eccellenza artigianale e delle tecniche più innovative. Perché, dicono in azienda, la raffinatezza richiede tempo e abilità.