Marina Sylvia Caprotti, classe 1978, è la figlia minore di Bernardo Caprotti. Nel 2016, alla morte del padre, ha ricevuto assieme alla madre Giuliana Albera il 70% della holding Supermarkets Italiani, che controlla Esselunga. I fratelli nati dal precedente matrimonio del padre, Giuseppe e Violetta, detenevano il restante 30%, quota acquisita nel 2020 da Marina e dalla madre.
Oggi Marina Caprotti è presidente esecutivo di Esselunga e, sotto la sua guida, il gruppo ha continuato a crescere nonostante gli anni complessi per il settore, segnati dagli effetti della pandemia, dall’inflazione e dal caro energia. Attualmente il gruppo opera con quasi 200 punti vendita nel Nord e Centro Italia impiega oltre 29mila collaboratori e ha registrato un fatturato superiore a 9,4 miliardi di euro nel 2024, stabile anche nei primi sei mesi del 2025, con un Ebitda ricorrente in aumento a 412,2 milioni (8,7% sul fatturato).

Guardando al futuro, la strategia del gruppo punta a consolidare la presenza fisica con aperture mirate, l’e-commerce e l’omnicanalità, a rafforzare la sostenibilità e migliorare l’efficienza operativa e logistica.Una trasformazione in continuità, che non tradisce lo spirito di famiglia e mantiene saldo l’equilibrio tra tradizione e innovazione.
Il primo passo di questo lungo percorso risale al 1957, quando Bernardo Caprotti fu tra i promotori della nascita del primo supermercato in Italia, situato in viale Regina Giovanna a Milano: un garage di 480 mq con 2.500 articoli. Il nome Esselunga nacque dal logo ideato nello stesso anno dal grafico Max Huber. Nel 1963, grazie all’allungamento studiato della parte superiore della lettera «S», quel segno distintivo divenne un vero e proprio landmark di grande impatto, tanto che le persone iniziarono a chiamarla «esse lunga». Nel corso dei decenni, l’azienda ha introdotto importanti innovazioni: nel 1980 è stata la prima catena in Italia a installare i lettori di codice a barre alle casse. Dalla produzione interna di pane e gelati nei primi anni ’60 all’espansione in Toscana nel 1961, fino alla nascita delle linee Naturama (1996) e all’avvio dell’e-commerce nei primi anni 2000, la storia di Esselunga è quella di un’impresa familiare capace di innovare restando fedele alle proprie radici.
Oggi rappresenta l’emblema di come il passaggio generazionale possa trasformare un’azienda tradizionale e iconica in un gruppo moderno, senza rinunciare ai propri valori: visione imprenditoriale e cultura del controllo, garantite dal presidio diretto della qualità, dall’indipendenza finanziaria e da un assortimento distintivo; attenzione al dettaglio e innovazione continua, con centralità del cliente, prodotti a marchio proprio, e-commerce e filiera corta; continuità nel cambiamento, perché il ricambio generazionale non ha comportato una rottura, ma un’evoluzione coerente. Così il gruppo continua a crescere, senza perdere la dimensione familiare e il legame con il territorio.
1957
L’anno di fondazione
198
I punti vendita in Nord e Centro Italia
9,4 miliardi di euro
Il fatturato del 2024
Un modello che ha cambiato le abitudini degli italiani nel fare la spesa
La storia di Esselunga inizia nel 1957, con l’inaugurazione a Milano del primo supermercato in Italia, in viale Regina Giovanna. Tra i fondatori vi era Bernardo Caprotti che, con la sua visione, ha cambiato il modo di fare la spesa nel nostro Paese. L’azienda mantiene tuttora una forte impronta familiare e una cultura orientata all’eccellenza, all’innovazione e alla sostenibilità. Oggi Esselunga è tra i principali protagonisti della GDO italiana: opera attraverso una rete di oltre 190 negozi in Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Liguria, Lazio e Trentino-Alto Adige, conta più di 29mila dipendenti e realizza un fatturato superiore a 9,4 miliardi di euro.