Fare del nostro meglio per il mondo, creando buona vita per tutti attraverso bellezza, etica e sostenibilità». Quando Davide Bollati, nel 1992, ha preso le redini dell’azienda di famiglia fondata dai genitori Gianni e Silvana a Parma, aveva ben chiaro l’obiettivo di creare prodotti che per ingredienti/cuore/sostenibilità sarebbero stati considerati tra i migliori al mondo. Puntando subito sul concetto di bellezza sostenibile ha rivoluzionato il settore del beauty e ha trasformato Davines, attiva con il marchio ammiraglio di haircare e con [comfort zone] per lo skincare, in una realtà internazionale della cosmetica professionale, capace di competere con i big player del settore. «In questi quarant’anni abbiamo registrato una crescita organica, mai alimentata da fondi di investimento.

Un percorso che ha portato un arricchimento di persone, competenze, culture e prospettive, permettendoci di evolvere senza perdere di vista i valori fondanti», dichiara Bollati, presidente del gruppo. Certificato B Corp dal 2016, nel 2024 ha fatturato 295 milioni di euro (+12% rispetto all’anno precedente). Una crescita a doppia cifra, trainata dalle vendite all’estero che rappresentano oltre l'80% del mercato, con ottimi risultati in particolare in Nord America, Francia, Gran Bretagna e Germania. «Il nostro export cresce assieme al nostro impegno per la sostenibilità e l’ambiente. Sono i frutti di un percorso che richiede coerenza e determinazione. Chi compra i nostri prodotti non sceglie solamente una formula efficace, ma anche un nuovo paradigma e modo di fare impresa, attento alle persone e all’ambiente e rivolto a una crescita rigenerativa», commenta Bollati. Oggi il gruppo è presente in più di 90 Paesi e conta otto sedi nel mondo (New York, Londra, Città del Messico, Deventer, Shanghai, Hong Kong, Parigi, Düsseldorf), oltre al quartier generale di Parma, il Davines Group Village. «A gennaio 2026 la filiale Davines España avvierà le attività negli uffici di Bilbao», anticipa il presidente, «e per il futuro puntiamo a espanderci ulteriormente nel Sud-Est asiatico e in Sud America». La strategia per il 2030 è il «disaccoppiamento», con la separazione della crescita economica del business dal suo impatto ambientale. La sostenibilità è un principio sacro anche per la nuova generazione che si appresta a entrare in azienda. «Stiamo lavorando alla definizione di un patto di famiglia, volto a garantire continuità, coesione e chiarezza di intenti. Parallelamente, stiamo valutando la creazione di una Fondazione, che ci permetta di assicurare nel tempo il mantenimento della nostra identità, dello scopo d’impresa del gruppo e dei suoi valori. È un percorso in divenire, che portiamo avanti con la stessa cura e lungimiranza che contraddistinguono la nostra storia».
136
Le formule originali sviluppate per i prodotti haircare e skincare, con ingredienti certificati sicuri per il consumatore
90
I Paesi in cui sono presenti i brand Davines e [ comfort zone ]
2030
L’anno entro cui portare a termine gli obiettivi del Davines Group Towards Planet Regeneration, il programma di sostenibilità aziendale
Il bello (e buono) dell’agricoltura biologica rigenerativa
«I giovani consumatori cercano prodotti sani, naturali, performanti, che non danneggino il pianeta, il cui impatto si può misurare su tutta la catena di valori, dalla loro composizione alla fine del loro ciclo di vita. È nostro dovere lavorare per garantire tutto questo e assicurare un futuro all’ambiente e alle prossime generazioni», dichiara Davide Bollati. In quest’ottica, all'inizio del 2021 Davines ha creato Eroc, l’European Regenerative Organic Center, il primo centro di ricerca in Europa sull’agricoltura biologica rigenerativa (per un investimento di 2 milioni di euro) realizzato in collaborazione con il Rodale Insitute, ente non profit americano fondato in Pennsylvania nel 1947 che ha aperto la strada a questo movimento. Nel centro, costituito da 188 parcelle sperimentali, sono coltivate a rotazione 22 differenti specie vegetali, tra cui frumento, mais, achillea, melissa, camomilla, calendula... Tra i progetti nati dalla collaborazione, anche i prodotti manifesto We stand/for regeneration dei due brand Davines e [ comfort zone ].